Bambini autistici: come aiutare i genitori ad affrontare i problemi

L'attività della Angsa: l'esperienza di una mamma

Tempo di lettura: 139 secondi

“Far sapere in Umbria che ci siamo”: questo il messaggio che viene dai genitori di bambini affetti da autismo che hanno aderito, in Umbria, all’Angsa – Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici. Nel corso di una recente assemblea straordinaria, è stato eletto il consiglio direttivo della Sezione Umbria, presidente Valecchi Ornella, consiglieri Luigi Francioni, Guerrini Quirino, Giuseppe Savella, Piero Tittarelli. L’Angsa opera attivamente in Italia da 15 anni e la Sezione Umbria, costituitasi di recente, diventa un punto di riferimento importante, nella nostra regione, per i genitori di bambini affetti da autismo. Si offre così alle famiglie la possibilità di avere più “voce in capitolo” nelle scelte di politica sanitaria, sociale e assistenziale e ricevere una tempestiva informazione sulle possibilità di trattamento. Molti genitori sono di Bastia Umbra e tra loro, la mamma di Marco, Paola Carnevali Valentini fornisce dati utili per comprendere più da vicino quali sono gli obbiettivi della Associazione. “Lo scopo principale è quello di aiutare i genitori, che scoprono il problema dell’autismo, a conoscere gli strumenti e i progressi più efficaci per fronteggiare la malattia, soprattutto se si trovano soli, senza risorse e senza speranza. Dall’autismo non si guarisce, ma si può, senza dubbio, riuscire ad avere una vita normale possibilmente anche felice e appagante come quella di Marco e della sua famiglia. Purtroppo – continua la Valentini – c’è ancora molta disinformazione, ne sanno poco in pochi, ma le famiglie che aderiscono all’Associazione hanno la possibilità di aiutarsi tra di loro per affrontare meglio i problemi ed inserire i propri figli in una società che li accetti come persone degne di rispetto e di amore. La Sezione Umbria ha in programma un seminario di studi sull’autismo, ma anche campagne di sensibilizzazione per raccogliere fondi”. La mamma di Marco ha fatto esperienza di quanto sia importante attivare tutti i mezzi per aiutare a crescere in armonia con il mondo circostante un bambino malato di ausmo”. Marco frequenta la terza media “C. Antonietti” a Bastia Umbra e ha raggiunto enormi progressi nell’apprendimento, grazie a una moderna metodologia riabilitativa, utilizzata anche come didattica: la comunicazione facilitata. Vista la ricchezza del loro mondo interiore, questi bambini migliorano stando con gli altri, perché la terapia più efficace per un recupero si è rivelata proprio la socializzazione. Marco, anche se non parla, si esprime con lo sguardo e con la comunicazione scritta. Si impegna al computer con le proprie insegnanti e gli altri facilitatori esterni, cercando di superare le proprie difficoltà di coordinamento. I giovani di Bastia Umbra sono molto vicini a Marco che frequenta il gruppo parrocchiale delle “Nuove Leve” e gli Scout. “La nostra esperienza – conclude la Valentini – possa essere di stimolo e di aiuto a quanti si trovano disarmati nei confronti dell’autismo, convinti che insieme si possono raggiungere molti traguardi”.

AUTORE: R. B.