Beata M. Luisa Prosperi: una luminosa vita nascosta

DIOCESI SPOLETO. La beatificazione di madre Maria Luisa Prosperi, che fu badessa delle Benedettine di Trevi

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Madre Maria Luisa Prosperi

Sabato 10 novembre nel duomo di Spoleto si terrà la beatificazione di madre Maria Luisa Prosperi. L’ultima cerimonia simile nella cattedrale di Spoleto si ebbe 780 anni fa, quando papa Gregorio IX, il 30 maggio 1232, proclamò santo Antonio da Padova. Questo sabato, a partire dalle ore 16, a presiedere la solenne concelebrazione sarà il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. E così verrà iscritta nell’“albo dei beati” madre Maria Luisa Prosperi, benedettina del monastero di Santa Lucia in Trevi. Per la diocesi di Spoleto-Norcia si tratta di un evento storico. Oltre al card. Amato e a numerosi fedeli, sono attesi a Spoleto dodici tra arcivescovi e vescovi, numerosi abati benedettini, diverse rappresentanze di benedettine da molti monasteri italiani, autorità civili e militari.

Le parole dell’Arcivescovo

“La beatificazione della Prosperi – afferma mons. Renato Boccardo – arricchisce la lunga lista di santi che la nostra Chiesa diocesana ha generato lungo i secoli. Riconoscendo il riflesso luminoso di questa santità nella ‘esistenza nascosta’ di Maria Luisa in monastero, ci sentiamo incoraggiati e spronati nel nostro personale cammino alla sequela del Maestro: anche per noi è possibile vivere l’amicizia con Dio e far sì che il rapporto personale con Lui dia forma ai pensieri, alle parole, alle azioni”.

Il miracolo

Il miracolo che consente la beatificazione di madre Prosperi riguarda una signora di Sant’Eraclio di Foligno, Carla Arcangeli. Questa la storia. Nel 1989 la signora Carla – sposata, due figli – aveva 47 anni. Una sera è stata ritrovata priva di sensi in casa. “Al pronto soccorso – ricorda la figlia Maura – ci hanno detto che poteva essere un’intossicazione. Poi apprendiamo che deve essere trasferita d’urgenza a Perugia, in quanto era entrata in coma. E lì la sentenza: grave emorragia cerebrale, con poche probabilità di rimanere in vita. Un giorno, il mio fidanzato mi dice: ‘Ti porto in un posto’. Ha insistito e mi ha condotto a Trevi, nel monastero delle Benedettine di Santa Lucia. Ho parlato con le religiose, ho raccontato la storia e ho chiesto di pregare per la salute di mia madre. E mi hanno dato un’immagine di madre Maria Luisa Prosperi (che non conoscevo): l’ho portata nella cameretta dell’ospedale dove era ricoverata mamma. Di lì a poco, inaspettatamente, sono iniziati i primi progressi di mia madre, con grande meraviglia dei medici…”. La signora Carla ora sta bene e il giorno della beatificazione sarà in duomo per consegnare al Cardinale la reliquia della neo-beata.

Una memoria viva

Le 11 monache che vivono nel monastero di Santa Lucia continuano a tenere viva la memoria della Prosperi. Afferma la badessa madre Maria Benedetta Pergolari: “Ancora oggi siamo stupite dell’enorme flusso di pellegrini, di sacerdoti e di poveri che si rivolgono a noi. La società attuale, carente di punti di riferimento sicuri, trova nella monaca una ‘sorella’ a cui confidare le proprie pene e i propri disagi; una ‘madre’ alla quale chiedere un aiuto spirituale, ma anche, senza vergogna, un aiuto materiale. Il monastero è chiamato ad essere punto di riferimento per tante creature confuse, smarrite e, a volte, disperate. E noi, memori dell’insegnamento della Prosperi, continuiamo ad ascoltare e a rispondere alle esigenze della gente. Per non deludere le attese di quanti il Signore ci farà incontrare, a Lui chiediamo la stessa prontezza, la stessa sollecitudine e la stessa generosità che furono della nostra antica badessa, la quale nel ‘giardino benedettino’ è un fiore bello e profumato, che può incantare gli uomini e le donne del nostro tempo”. La lezione di madre Maria Luisa è ancora attuale e la sua memoria è viva prevalentemente in coloro che si prefiggono di percorrere il cammino della perfezione. La sua figura si colloca tra le anime altissime che ebbero come unico fine l’adorazione della volontà di Dio.

Biografia

Geltrude Prosperi, figlia di Domenico e di Maria Diomedi, nasce a Fogliano di Cascia il 15 agosto 1799. Il 4 maggio 1820 viene accolta nel monastero di Santa Lucia a Trevi, da poco restituito alle monache Benedettine (che ne erano state espulse pochi anni prima), assumendo il nome di Maria Luisa. Dal 1822 vi vivrà come una religiosa esemplare e molto apprezzata. Nulla però trapela circa le sue esperienze mistiche, i dialoghi tra lei e Cristo, dialoghi amorosi sul tipo del Cantico dei cantici. Il 1° ottobre 1837, a 38 anni, è eletta badessa e lo resta fino alla morte, avvenuta solo dieci anni dopo, il 12 settembre 1847.