Bracco confermato segretario. Ora le candidature

Congresso regionale Ds

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Nel pieno rispetto delle previsioni, Fabrizio Bracco è stato confermato segretario regionale dell’Umbria dei Democratici di sinistra al termine del terzo congresso regionale Ds che si è concluso domenica scorsa al Centro Capitini di Perugia. Bracco resterà in carica per altri tre anni. La maggioranza che lo ha eletto (mozione Fassino) è stata ‘bulgara’ con una percentuale che ha toccato il 93 per cento delle preferenze. Gli oppositori? Appena il 4,5 per cento. L’assemblea ha inoltre eletto i 30 delegati che parteciperanno dal 3 al 5 febbraio al Congresso nazionale a Roma: 24 per la mozione Fassino, 4 per la mozione Mussi, 1 per la mozione ecologista ed una per la mozione Salvi. La vera novità emersa dal congresso, prescindendo dal risultato scontato, è la contrapposizione tra il primato del partito e quello del partito-amministratore. Bracco ha calcato la mano anche sulla necessità di prescindere dai ‘campioni delle preferenze’ parlando di amministratori ‘ostaggio di oligarchie’, mentre la presidente della Giunta regionale, Maria Rita Lorenzetti, ha ricordato che vanno presentati coloro che costruiscono consensi rivendicando i meriti degli ‘amministratori’ nel ‘saper valorizzare e innovare’. Lo stesso senatore Paolo Brutti (mozione Salvi) aveva affermato la necessità di proporre ‘una squadra a vincere, non un gruppo di controfigure a perdere’. C’è quindi una visione totalmente diversa che da un lato punta a rinnovare profondamente il partito con volti nuovi di fronte alla necessità, però, di conservare forza di penetrazione nella base elettorale. E’ stata anche lasciata cadere anche la mozione che chiedeva l’applicazione rigida della norma per evitare il terzo mandato per gli amministratori. Insomma, ci saranno eccezioni, come pure prevede lo statuto Ds. Queste schermaglie, più o meno espresse, torneranno tra qualche giorno al centro del dibattito dei Ds quando si dovranno stilare le candidature per le regionali. E allora emergeranno di nuovo le diverse posizioni sul modo di proporsi all’elettorato. Inoltre, considerato l’esito del parere del Consiglio di Stato sullo Statuto, ritorneranno le grandi manovre sul listino (massimo sei), collegato con la candidata Maria Rita Lorenzetti. I primi sono quelli più appetibili e garantirebbero un’elezione sicura, senza dannarsi tanto a cercare preferenze. E i vari partiti, nell’ambito della coalizione, porranno anche la questione dei ‘favoriti’ del listino. Sembra, però, che questa volta i Ds non vogliano lasciare il campo alle formazioni minori.

AUTORE: E.Q.

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