Carità a tutto campo

Caritas. Intervista al direttore diocesano padre Vittorio Viola

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Padre Vittorio Viola, nel pieno delle risorse della sua maturità (nato a Biella il 4 ottobre 1965) detiene prestigiosi incarichi: docente presso il Pontificio istituto liturgico di Roma e l’Istituto teologico di Assisi, direttore inoltre dell’Ufficio liturgico regionale. A lui ci siamo rivolti quale direttore della Caritas diocesana, ruolo acquisito l’8 ottobre 2008. Quale difficoltà incontra come responsabile della Caritas diocesana? “Le difficoltà vengono dai compiti che l’ufficio diocesano della Caritas è chiamato a svolgere. La Caritas, partendo dalle sofferenze delle persone, desidera contribuire in spirito di solidarietà a promuovere iniziative concrete di aiuto ai poveri. Il compito di animazione alla carità presenta maggiori difficoltà rispetto al pur impegnativo operare nelle diverse povertà”. A quali soggetti, organismi e canali operativi si affida la nostra Caritas per una concreta collaborazione? “L’ufficio della Caritas cerca di sostenere e di integrare l’impegno delle Caritas parrocchiali e dei centri di volontariato sociale. La ‘Fondazione di religione Santi Rufino e Rinaldo’ è attiva nella gestione delle opere caritative e dei progetti di cooperazione promossi dalla Caritas diocesana. I nostri centri offrono a Santa Maria degli Angeli la possibilità di una prima accoglienza, mentre in Assisi (casa Santa Maria delle Rose) ospitiamo situazioni di disagio femminile. Alcune iniziative ci permettono di aprire canali concreti di aiuto: mi riferisco ad esempio al Fondo di solidarietà delle Chiese umbre e al nostro progetto ‘Famiglia di famiglie’. Ricordo poi i servizi di ambulatorio, di distribuzione vestiti e pacchi viveri, di consulenza giuridica. Una schiera di persone con competenza e dedizione si impegna in ogni struttura e servizio”. Quali sono le situazioni di povertà nel nostro territorio? “La crisi economica si fa sentire anche qui: basti ricordare la preoccupante situazione della Merloni con la conseguente crisi di tutto l’indotto. Molte famiglie si trovano in gravi difficoltà. Le iniziative che ho appena ricordato sono un tentativo di risposta nella logica delle opere-segno. Ma non dimentichiamo che la crisi è anche un’opportunità per ripensare i nostri stili di vita, puntando sulla sobrietà. I nostri Vescovi, promuovendo il fondo di solidarietà, l’hanno ribadito.” È noto come la Caritas guardi anche oltre i confini della diocesi… “Certamente: frequenti sono gli interventi di solidarietà come in favore dell’Abruzzo, Haiti, ultimamente il Cile. La Caritas collabora anche con l’Ufficio diocesano missionario a sostegno del progetto Javarì”. Di quali mezzi finanziari si avvale la Caritas? “Come è noto, una quota dell’8 per mille è destinata alle opere di carità: ma non dobbiamo certo pensare che il nostro impegno possa ridursi a questo. La nostra diocesi, se debitamente motivata, ha sempre risposto con generosità”.

AUTORE: Francesco Frascarelli