Caritas Terni: 20 anni di attività nei Balcani

CARITAS DIOCESANA. Incontri e celebrazioni per l’anniversario delle attività di formazione e solidarietà in Albania

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albania-campi-di-lavoroDa venti anni la Caritas diocesana è impegnata nel sostegno e solidarietà alle popolazioni dei Balcani, in particolare in Albania, dove sono state realizzate tante opere, con i campi di lavoro estivi che hanno coinvolto in questi anni circa 700 persone. Dal recupero della struttura dell’ospedale di Shijak alla qualificazione del personale medico, ai centri medici e di formazione professionale, i centri per la comunità a Lezhe e in altre zone in collaborazione con la Chiesa locale: sono solo alcuni dei progetti realizzati in questa catena di solidarietà che ha legato saldamente Terni all’Albania. Opere che non si sono limitate a realizzazioni tecniche per migliorare la qualità della vita del popolo albanese, ma hanno permesso di creare un percorso educativo e di sensibilizzazione importante, di costruire dei rapporti di solidarietà, amicizia e fratellanza che hanno dato frutti importanti per entrambe le realtà.

Il ventennale sarà celebrato sabato 8 novembre al Museo diocesano a cominciare dalle 9.30 con il saluto del vescovo, padre Giuseppe Piemontese, e di padre Ottavio Vitale, vescovo di Lezhe. Seguirà il convegno “Servire per condividere, condividere per liberarci” al quale interverranno don Salvatore Ferdinandi, padre Giulio Albanese, padre Antonio Leuci, direttore della Caritas di Lezhe. Alle 11.15 spazio alle testimonianze di operatori e volontari, con le conclusioni di Nicola Cimadoro. Alle 12.30 ci sarà la celebrazione nella cattedrale di Terni, e nel pomeriggio alle 15 gli interventi dei volontari e lo scambio di esperienze, che saranno raccontate anche con le immagini del video e la mostra fotografica che ripercorre venti anni di storia.

In questi ultimi anni i volontari della Caritas diocesana stano portando avanti, in un villaggio montuoso a nord dell’Albania, un progetto sanitario di alcuni poliambulatori; l’altro, denominato “Parla più forte”, è rivolto ai bambini affetti da patologie uditive, e oltre alle terapie già in atto e al recupero di protesi per l’udito, prevede l’istituzione di un centro di eccellenza a Pllane per la diagnosi precoce attraverso apposite strumentazioni. “In ogni progetto nei Balcani – spiega Nicola Cimadoro, coordinatore delle attività della Caritas diocesana all’estero – si è partiti dall’ascolto, andando sempre sul posto a osservare, per poi discernere e agire con un progetto. La cosa più importante, che non voglio trascurare, è il risvolto e il ‘ritorno’ del lavoro pastorale, pedagogico ed ecclesiale di tutte le attività legate all’Albania nella nostra diocesi. I campi di lavoro hanno senso se e soltanto se sono presenti le caratteristiche sopra elencate. Nella preparazione, nella progettazione, nell’esecuzione dei campi non si è mai parlato di metri quadrati o metri cubi di lavoro da eseguire. La produttività è stata sempre un problema secondario, tenendo presente che la caratteristica primaria era quella di un’esperienza ecclesiale, che viveva e testimoniava il Vangelo della carità. Tornando nella parrocchia, il gruppo diveniva strumento di animazione dell’intera comunità, dando origine alla nascita, al rafforzamento o all’ampliamento della Caritas parrocchiale stessa”. Venti anni di servizio svolti in Albania a favore di uomini, donne, bambini bisognosi di avere persone al loro fianco capaci di testimoniare speranza attraverso gesti concreti di vita quotidiana. Anni ricordati in un momento di festa e di approfondimento sul valore del volontariato, come rappresentanti di una cittadinanza attenta, vicina e disinteressata, sensibile alle frontiere del bisogno e del disagio di un territorio vasto che ha per confine il mondo.

AUTORE: Elisabetta Lomoro