Catechesi per adulti: famiglia, Chiesa e ascolto della Parola

Strutturata in tre itinerari

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Dal primo lunedì di marzo sono partiti i nuovi incontri di catechesi per gli adulti. La formazione è strutturata in tre itinerari che riguardano le grandi tematiche della famiglia, della chiesa come comunità da vivere, dell’ascolto della Parola, per i quali i partecipanti utilizzeranno il catechismo degli adulti La verità vi farà liberi.Il primo percorso è strutturato in sei incontri settimanali tenuti dal parroco don Francesco Fongo e considerati fino al sette di aprile, mentre per il secondo e il terzo cammino sono previsti nove incontri quindicinali, presieduti da don Francesco Angelici, per i quali il termine previsto è il 28 di giugno e nei quali si affronteranno le tematiche in questione sulla base della lettura del Vangelo di Marco prima della Pasqua e degli Atti degli Apostoli subito dopo. Il progetto parte da una convinzione ben definita, quella “della constatazione che i corsi di cristianità frequentati dagli adulti, dopo un momento di iniziale entusiasmo hanno però sortito un certo grado di indifferenza e di stanchezza” dice il parroco don Francesco Fongo, “dovuti forse alla mancanza di un adeguato sostegno, di un cibo veramente adatto”. L’intenzione che sostiene questi appuntamenti settimanali è invece quella di educare gli adulti “ad una maggiore motivazione di fede”, a dare le ragioni del proprio credo, calandole in un contesto reale. Non quindi degli incontri destinati a “far nascere una fede già acquisita, ma a supportarne la maturazione e la solidità”. Per questo si è sentita la necessità di un cammino più robusto, un “esperimentum”, dice ancora il parroco, da offrire in un momento di “stanca motivazionale” in tempi particolarmente forti (come appunto la Quaresima). E per questo, subito dopo Natale, è stata inoltrata la proposta a tutti coloro che avevano vissuto l’esperienza del Corsilio, per un numero comunque di circa 140 persone. Nonostante l’ideale assenso dimostrato in precedenza, purtroppo, i partecipanti agli incontri portano un numero piuttosto esiguo, intorno alle dieci persone di media. La reazione del parroco è perciò dura e lucida: “probabilmente stiamo facendo i conti con dei cristiani che si sentono arrivati e che per questo non hanno bisogno di niente, quando questo atteggiamento non nasconda poi una preoccupante indifferenza. La situazione ci mette in condizione, come sacerdoti, di tirare una conclusione, fare cioè un momento di deserto, ovvero non offrire più niente ad una comunità per certi versi insensibile, forti delle parole di Gesù (in Matteo 7,6) che ricorda di ‘non gettare le vostre perle davanti ai porci’. Forse nel lasciarla senza guida si affermerà per differenza il valore della formazione”.

AUTORE: Simona Marchetti