Celebrati i primi 25 anni di attività dell’Oratorio il ‘C’entro’ di Ponte San Giovanni

“Cristo, che è l’alfa e l’omega, dà una direzione a tutto il mondo, alla mia storia, alla storia del nostro oratorio, della nostra parrocchia, della nostra unità pastorale, della nostra Chiesa…, perché di Cristo non possiamo fare a meno nella vita”.

A sottolinearlo è stato don Alfonso Liguori, vicario parrocchiale di San Bartolomeo di Ponte San Giovanni, all’omelia della celebrazione eucaristica domenicale del 19 settembre dedicata al venticinquesimo anniversario della nascita dell’Oratorio il C’entro, uno dei primi sorti nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, che oggi ne conta più di trenta dove alcune migliaia di fanciulli e loro famiglie trovano tutto l’anno un valido punto di riferimento socio-educativo e formativo.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta insieme al parroco don Antonio Sabatini ed ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, nel rispetto delle norme anti-Covid, animata dai volontari dell’Oratorio e dai membri del locale gruppo Scout Agesci.

“Si ha nostalgia di Cristo che si rende attuale e che dà senso alla nostra storia e alla nostra esistenza presente e futura -ha evidenziato don Alfonso nel dire, in sintesi, che- l’Oratorio, vissuto nella sua pienezza come luogo di incontro, di dialogo, di socialità e di scambio tra giovani e giovanissimi e non solo, dà un senso, una direzione, una meta che è Gesù Cristo. La realtà oratoriale aiuta ad incontrare Cristo nell’altro, perché il suo insegnamento evangelico è trasversale e universale, è fatto proprio da credenti e non credente, da cristiani e non cristiani.

Tutte le feste e le iniziative aggregative, ludiche, sociali e culturali promosse all’interno del nostro Oratorio -ha sottolineato il vicario parrocchiale- hanno una logica se è Cristo che ci spenge a promuoverle per l’amore e il bene di tutti. Quello che ha fatto, fa e farà l’Oratorio nella nostra vita, è rendere attuale il Vangelo di oggi: aprire le porte, accogliere i più piccoli per accompagnarli a crescere nella fede. Quello che chiediamo al Signore nella celebrazione eucaristica domenicale è di aiutarci a dare un senso alla nostra vita, dare un senso alla nostra storia, continuare a mettere Cristo al centro”.

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