Centinaia di spoletini firmano per dire no alla pena di morte

Sul "caso Safiya" promossa raccolta di firme dai "Rangers" di S. Rita

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I “Rangers”! “E chi saranno mai?” si chiederà qualcuno, ma non certo a Spoleto, poiché in città, nella parrocchia di S. Rita, ci sono proprio i “Rangers”, sorti su iniziativa del nuovo parroco padre Modesto Paris, giunto a noi da Genova, ove i Rangers, istituiti proprio da lui, costituivano già da anni una magnifica realtà. Ora sono anche a Spoleto, ragazzi che di fronte al caos e alle ingiustizie di un mondo di adulti a volte impazzito intendono impegnarsi per fare un po’ d’ordine, appunto come Rangers, sentinelle del mattino, come li chiama il Papa. L’ordine è anzitutto reazione alle ingiustizie, e quale ingiustizia più tragica di quella che si sta consumando in Africa proprio in questi giorni. Forse il prossimo 18 marzo, verrà condannata a morte una trentenne nigeriana di nome Safiya, colpevole di aver avuto un rapporto fuori dal matrimonio anche se avuto a seguito di una violenza. E allora, quelle che potremmo chiamare nuove truppe dell’ordine, i Rangers di S. Rita, proprio l’8 marzo, Festa delle donne, hanno voluto organizzare una manifestazione tutta loro, ma tale da imporsi alla città intera, su uno scenario centralissimo, proprio lungo il percorso di viale Trento e Trieste, la grande arteria della loro parrocchia. Così si sono inventati la “Strada della pace”, una novità assoluta a Spoleto, “per Safiya e non solo”, dal ponte Sanguinario al Largo della Pace, un settecento metri. Particolarmente interessante è stata la raccolta firme. Sia al Ponte Sanguinario che al Largo della Pace, infatti, c’erano due quaderni: uno per gli adulti e l’altro per tutti i bambini, “perché – come spiega il comitato promotore – anche loro sono parte di questa vita che vuole essere vita, che vuole dire NO alla violenza e alle discriminazioni, SI alla pace fra tutti”. Firme quindi non per modifiche di atti giuridici ma per dire “c’ero anch’io”. Il ponte Sanguinario: è un celebre ponte del I sec. a.C., fuori porta S. Gregorio, rimasto per secoli interrato, parzialmente poi riscoperto nell’Ottocento, sul fiume Tessino, accessibile oggi ai visitatori. Secondo la tradizione, avrebbe avuto il suo nome dal sangue dei martiri che a migliaia dettero a Spoleto la loro testimonianza a Cristo, “tingendo di sanguigno”le acque del fiune e il ponte stesso. Nei pressi è l’Anfiteatro romano, assurto anch’esso a simbolo di testimonianza eroica della fede. Partendo dal ponte Sanguinario, dopo un breve tratto si entra nella parrocchia di S. Rita e di qui si snoda il viale Trento e Trieste, in direzione della stazione. Appena qualche centinaio di metri e sulla destra si ha uno slargo notevole, una spaziosità improvvisa, quasi lo schiudersi di un orizzonte di libertà. E i Rangers di S. Rita – la chiesa è a poca distanza e si leva alta o sullo slargo – hanno preso sul serio l’antica denominazione di “Largo della Pace”! Ebbene l’8 marzo, Festa delle donne, è proprio lungo questo percorso che i Rangers hanno impostato la loro “Catena della pace”. In inglese, catena si dice non solo ‘chain’, ma anche ‘range’, quando soprattutto si vuole indicare una fila ordinata, ad esempio di truppe: ecco allora i ‘rangers’, che si schierano in catena “per Safiya e non solo”. Come a dire: “celebriamo sì la festa delle donne, ma cominciamo a batterci per i loro diritti, in ogni campo, da Spoleto all’intero mondo, “per Safyia e non solo”. Ecco allora la manifestazione. Alle 16, appuntamento al Ponte Sanguinario e “proclamazione dei diritti” a porta S. Gregorio. Poi sfilata fino al Largo della Pace, dove i ragazzi e giovani di S. Rita, “insieme a quanti hanno voluto a loro unirsi sulla strada della non violenza, hanno detto il loro no alla discriminazione e il loro sì alla vita”. L’iniziativa è stata trasmessa dagli studi di Spoleto di Umbria Radio. Un bravo di cuore ai Rangers che continuano a stupirci con le loro iniziative nell’ambito della parrocchia. Appena alcuni giorni fa si erano incontrati in Valdarno con i Rangers di Genova. Una parrocchia che va indubbiamente crescendo, con tanta simpatia e fraternità da parte delle altre parrocchie cittadine. Una Chiesa davvero “in cammino”, come recita la testata del Bollettino diocesano di Spoleto, una città che ha bisogno proprio di giovani così, poiché essi sono il Terzo Millennio.

AUTORE: Agostino Rossi