Che cosa possiamo fare per tutelare la vita?

Giornata per la vita: il tema di quest'anno è la sofferenza. Che senso ha il dolore?

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In occasione della 31a Giornata per la vita, voluta dai Vescovi italiani dopo l’approvazione della legge 194 del 1978 per mantenere sempre presente nella coscienza dei cristiani che l’aborto è ‘un grave crimine morale’ (La Comunità cristiana e l’accoglienza della vita umana nascente, n. 4), ci troviamo puntualmente di fronte ad una nuova minaccia per la dignità e la vita della persona umana. Da mesi nel nostro Paese la vicenda di Eluana Englaro ed il dibattito, mediatico e politico, aperto dal decreto emesso dalla corte di Appello di Milano che autorizza il padre a far togliere il sondino ed a lasciare morire di fame e di sete sua figlia, stanno creando il terreno favorevole per introdurre in modo subdolo e velato in Italia l’eutanasia. Far morire di fame e di sete un nostro simile, impedendogli con sedativi ed anelgesici di rendere visibili le sofferenze procurategli, anche se autorizzato dal decreto di un giudice, è disumano ed è una falsa e mortifera risposta al suo bisogno di amore e di aiuto. Pretendere, poi, che in una eventuale legge sul ‘fine vita’ non sia espressamente scritto che l’alimentazione e l’idratazione artificiali non sono da considerare cure straordinarie, per cui in nessun caso possono essere sospese, significa voler concedere ad un nostro simile la facoltà di disporre della vita di un altro uomo e mettere, così, in pericolo la vita di tanti altri nostri fratelli e sorelle – come è già avvenuto per l’Ivg (legge 194/78) e la Fivet (legge 40/04). Alle vittime dell’aborto volontario numericamente visibili (nei primi 30 anni di legge 194 in Umbria 89.000; in Italia 5 milioni), della fecondazione in vitro sia omologa che eterologa (nel 2006 in Italia 63.322), della pillola del giorno dopo (nel 2007 in Italia stimate in 69.930), della contraccezione abortiva (pillola e spirale stimate nel 2006 in Italia in più di 900.000) si aggiungeranno anche quelle procurate dalla ‘pietà’ di chi non sopporta di vedere soffrire un proprio familiare. Di fronte a questi molteplici, e numericamente impressionanti attentati alla dignità ed alla vita dei nostri fratelli più deboli ed indifesi, non possiamo rimanere indifferenti: dobbiamo accogliere l’accorato invito lanciato dal servo di Dio Giovanni Paolo II nella Evangelium vitae ad una grande preghiera per la vita e ad un indifferibile impegno educativo, per ricreare una nuova cultura dell’amore e della vita, offrendo ‘soprattutto agli adolescenti e ai giovani l’autentica educazione alla sessualità e all’amore, un’educazione implicante la formazione alla castità, quale virtù che favorisce la maturità della persona e la rende capace di rispettare il significato ‘sponsale’ del corpo’ (EV, 97). Poi ‘ come scrivono i Vescovi italiani nel messaggio ‘ offrendo ‘l’amicizia, la compagnia, l’affetto sincero e solidale a chi si trova in una condizione di sofferenza e/o difficoltà; sostenendo i Centri di aiuto alla vita, perché abbiano più risorse per rispondere alle richieste di aiuto delle donne tentate di abortire; collaborando con il Centro volontari della sofferenza e con altre associazioni di volontariato per alleviare il peso delle famiglie provate dalle malattie lunghe ed inguaribili o da gravi handicap’.

AUTORE: Concetta e Angelo Francesco Filardo