Come funziona la mensa Caritas di Assisi, che ospiterà il Papa

ASSISI. Come opera la struttura che ospiterà Francesco a pranzo con i poveri

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Il Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana
Il Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana

Venerdì 4 ottobre Papa Francesco – accomiatandosi dalle celebrazioni religiose e dalle cerimonie civili presso la basilica del santo in Assisi – dovrebbe raggiungere intorno alle ore 13 il Centro Caritas di prima accoglienza in S. Maria degli Angeli (piazzale Donegiani) per condividere il pranzo con 50 poveri perlopiù provenienti dalla diocesi.

Una sosta rilassante? Piuttosto una scelta che testimonia una specifica vocazione e concezione pastorale in sintonia con le enunciazioni pronunciate dal Pontefice in occasione della sua elezione; un atto che si potrebbe definire simpaticamente “irrituale” dal momento che il seguito pontificio resterà ospite presso il Sacro Convento.

Un’assoluta sobrietà caratterizzerà la pausa conviviale del Papa: tovagliette di carta, normali stoviglie, pietanze domenicali predisposte dalla capo-cuoca suor Dina, niente vino ma soltanto “sorella acqua” come bevanda per tutti i commensali, e un servizio mensa all’insegna della massima discrezione: presenti il vescovo Sorrentino e il responsabile diocesano della Caritas padre Vittorio Viola.

Il Centro Caritas rappresenta l’attuazione di un’idea solidale fatta propria fin dagli anni Settanta dai benemeriti componenti della Caritas e concretizzatasi grazie all’impegno costante del vescovo emerito Goretti. La prima vera sede venne inaugurata in Assisi il 27 ottobre 1994 nell’ex monastero delle Benedettine di via S. Maria delle Rose. In seguito al terremoto del 1997 fu trasferita in uno stabile acquistato dalla diocesi nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di S. Maria degli Angeli.

Il Centro dispone di 23 posti letto e riesce ad offrire 60 pasti giornalieri. Aperto di regola per tre giorni a settimana, ma in casi particolari anche a una fase di permanenza. Ne possono trarre beneficio poveri di passaggio, residenti disagiati, stanziali senza fissa dimora, persone in particolare difficoltà anche sotto il profilo della solitudine. Dal 2003 viene gestito dalla Fondazione Santi Rufino e Rinaldo che si avvale di un Consiglio di amministrazione: presidente Antonietta Vetturini e direttore Daniele Fiorelli.

Costituiscono punti stabili di riferimento per la collaborazione altre strutture in ambito diocesano come Centri di ascolto, Cvs, settori attinenti in seno alle Amministrazioni comunali. Il sostegno economico deriva dal contributo dell’8 per mille, da offerte di istituti religiosi, dai fondi della Caritas nazionale, dalla partecipazione a progetti riguardanti la vivibilità, il reinserimento sociale, l’ambiente… Il personale si limita oggi a Stefania e Silvio, coadiuvati spontaneamente da alcune suore appartenenti a vari Ordini religiosi. Si auspica pertanto un incremento del volontariato.

AUTORE: Francesco Frascarelli