Le cinque regole dell’amore

Commento alla liturgia della Domenica “FIRMATO” Famiglia VII Domenica del tempo ordinario - anno A

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Una giustizia che va oltre i nostri schemi. Una giustizia che per noi è incomprensibile, “eccesiva”. È questa la giustizia che Gesù propone nel Discorso della montagna. Come si fa a mettere in pratica questa giustizia rivoluzionaria che viene descritta in questo formidabile brano del Vangelo di Matteo? L’evangelista ci propone cinque regole, con cinque diversi esempi.

Non opporti al malvagio: è un invito a distinguere il peccato dal peccatore. Sicuramente gli errori vanno riconosciuti, sempre, con molta schiettezza, ma l’errante va salvato, va accompagnato verso il bene. Se odio colui che ha sbagliato, sono veramente libero dal male o ci sono dentro anch’io?

Se uno ti colpisce una guancia, porgi anche l’altra. È un discorso molto più elevato delle piccole beghe quotidiane alle quali spesso lasciamo intasare la nostra vita. Non siamo chiamati a ignorare il male, anzi dobbiamo riconoscerlo, ma dobbiamo modulare la nostra risposta: talvolta una risposta forte non fa altro che innescare una catena di altro male che mai si spezza. Siamo chiamati alla tolleranza che invece può spezzare la catena del male.

A chi ti chiama in giudizio per toglierti la tunica, lascia anche il mantello. Questo atteggiamento è figura di Gesù che si spoglia di tutto sulla croce. Costruire la giustizia e la pace richiede una pazienza estrema, anche la capacità di rinunciare a più del dovuto per interrompere il male.

Con chi ti costringe ad accompagnarlo per un miglio, fanne anche due. Qui si deve intendere “verso chi ti chiede e/o ti costringe a condividere i pesi che deve portare” sii disposto a portare ancora più pesi di quanti ne chieda.

Dai a chi ti chiede. Questa è una massima che cambia la direzione del mondo. Noi ragioniamo sempre su ciò che ci spetta, su ciò che dobbiamo ottenere o possedere. La logica di Gesù è quella del dare, e noi siamo chiamati a essere persone del “dare” piuttosto che del prendere, come Gesù si è “dato” a noi.

È possibile seguire nella nostra vita queste regole? No, non ci riusciamo. E allora? Allora Gesù rilancia ancora e ci dice: “Ama i tuoi nemici”! Se non ami i tuoi nemici, non ami veramente. Anche i peccatori amano i propri amici, cosa significa? Che si possono amare gli amici anche senza seguire le cinque regole che Gesù ci ha proposto. Ma quell’amore non è un amore vero. Pensiamo alla nostra famiglia. Quando un marito ama la moglie? Quando torna a casa e trova tutto perfetto, un’accoglienza da film e un clima romantico? E una moglie il marito? Quando tutto va bene, non ci sono pensieri, paure o delusioni? Quando c’è la salute e la bellezza? No, non è in quei momenti che si ama; in quei momenti si sta prendendo, ci si sta appagando, si sta dando soddisfazione ai propri bisogni, non c’è l’altro al centro ma ci sono io.

Quando si perde la bellezza, quando si perde la calma e la spensieratezza, quando si perde la salute e quell’atmosfera perfetta degli inizi: lì si può trovare il vero amore. Ama – dice Gesù – il tuo prossimo, colui che ti è vicinissimo (prossimo è superlativo di vicino) anche quando nei tuoi legami penetrano queste forme di contrarietà, di ostilità, di incomprensione, perché in questo modo ami come ama Dio, incondizionatamente, e questo amore resiste all’inimicizia e la vince. Questa è la scommessa che Dio ha fatto sull’uomo, attraverso Gesù Cristo. Questa scommessa Dio Padre chiede anche a noi di farla. Se la facciamo, saremo perfetti come il Padre celeste. Ancora una volta, Gesù sembra lanciare concetti che vanno oltre la nostra comprensione. Come possiamo essere perfetti come il Padre? Cosa significa essere perfetti? Significa essere persone “compiute”.

Vogliamo essere uomini e donne compiuti? Scommettiamo sull’amore. Un amore che va al di là delle forme romantiche con cui oggi siamo portati ad avvolgerlo e travisarlo. L’amore vero ama nelle difficoltà, nelle contrarietà, nelle incomprensioni, supera e rompe l’inimicizia e ci rende capaci di seguire le cinque regole dell’amore.

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AUTORE: Paola Rosati Gianluca Tomassi