Con la vocazione a educare

L’Azione cattolica dell’Umbria organizza un campo di formazione per educatori

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Emanuele Bagnoli, segretario regionale dell’Azione cattolica della regione Umbria, ci informa che si svolgerà dal 2 al 5 gennaio 2011 un campo scuola regionale per educatori Acr ed educatori giovanissimi, a Sant’Eutizio a Preci (info su www.acumbria.it). Per far conoscere l’iniziativa e coinvolgere tutta la regione, è stata inviata una lettera “a mons. Vincenzo Paglia e ai carissimi Pastori dell’Umbria”, in cui ne è spiegato lo spirito. Qui di seguito il testo. “Vi raggiungiamo alla vigilia del decennio che, secondo gli orientamenti della Chiesa italiana, sarà dedicato alla sfida educativa, per ribadire la fedeltà dell’Azione cattolica alla Chiesa e tutta la nostra disponibilità a collaborare con voi nel cercare risposte e strategie efficaci per questa vera e propria emergenza sentita ormai come prioritaria e indifferibile in tutto il Paese. Da sempre l’Azione cattolica ha posto la formazione al centro della sua proposta, elaborando e continuamente aggiornando il proprio progetto educativo, che è rivolto alle persone di ogni età, dai bambini agli adulti; ma negli ultimi tempi la formazione delle giovani generazioni, così come il sostegno alle famiglie che sono il primo e fondamentale centro educativo, ha assunto il carattere di urgenza assoluta. Di fronte alla preoccupante situazione che stiamo vivendo, occorre essere propositivi ed elaborare insieme progetti e strategie per dare strumenti efficaci agli educatori in ogni ambito, siano essi genitori, catechisti o animatori di gruppi ecclesiali. Non si tratta certo di un compito facile, ma l’Ac non si tirerà indietro e metterà a disposizione tutta l’esperienza maturata in tanti anni nell’ambito educativo. Convinti che il primo passo fondamentale sia la ‘formazione dei formatori’, l’Azione cattolica dell’Umbria promuove un camposcuola di formazione per giovani (dai 18 ai 30 anni), che intendono svolgere il servizio educativo con i bambini o i ragazzi adolescenti. Il camposcuola si terrà presso l’abbazia di Sant’Eutizio di Preci (Norcia) dal 2 al 5 gennaio. Nel campo intendiamo affrontare il tema della scelta di diventare educatore, che deve essere vissuta come una vera e propria vocazione, e che pertanto comporta la necessità di una formazione personale permanente. Approfondiremo poi i cardini del Progetto educativo proposto dall’Azione cattolica, chiarendo quali siano gli obiettivi del processo educativo, che deve tendere ad una formazione integrale, pienamente cristiana e pertanto anche pienamente umana. L’ultima parte del campo sarà dedicata alle metodologie educative proposte dall’Ac, come la catechesi esperienziale, basata su una circolarità dinamica tra la Parola e la vita (‘dalla vita alla Parola e dalla Parola alla vita’). Nella speranza che questo nostro tentativo di servire le Chiese diocesane dell’Umbria porti buoni frutti, vi chiediamo di sostenere questa iniziativa presso i parroci delle vostre diocesi, specialmente presso coloro che non conoscono l’Ac, in modo che possano proporre l’esperienza del campo a qualche giovane interessato a svolgere il servizio educativo, che sia disposto a valutare la proposta Ac con il cuore e la mente aperti. Ringraziandovi per l’attenzione, vi salutiamo chiedendovi una speciale benedizione per la riuscita di questa iniziativa”. La Delegazione regionale AcNei tempi attuali nei quali sembra prevalere una specie di protagonismo disaggregato, raccogliere l’invito dei Vescovi italiani, nella prospettiva di un decennio di impegno serio sull’educazione, sembra un segno dei tempi che dovrebbe essere di richiamo per tutti quei fedeli laici desiderosi di lavorare efficacemente nella Chiesa. Il richiamo alla formazione sembra quanto mai necessario, per evitare danni prodotti da ignoranza o impreparazione degli educatori, che possono rischiare di fare persino danni ai ragazzi e giovani. Le modalità di attuare l’impegno in questo ambito sono chiaramente indicate nella lettera e possono essere di richiamo anche per altri settori della azione pastorale. Si pensi ad esempio allo sforzo dell’ufficio Comunicazioni sociali della Cei di costituire la figura dell’animatore della comunicazione e della cultura, da inserire in ogni parrocchia o area pastorale, e per i quali la Commissione Ceu per le Comunicazioni sociali ha promosso il corso regionale “Conoscere per comunicare” i cui primi incontri sono disponibili online su www.chiesainumbria.it.