Contro i mali di oggi resta solo la carità

CARITAS. Incontro di formazione con don Bromuri, fondatore dell’Ostello
Mons. Elio Bromuri e la direttrice della Caritas diocesana Daniela Monni
Mons. Elio Bromuri e la direttrice della Caritas diocesana Daniela Monni

Don Elio Bromuri, direttore de La Voce e fondatore dell’Ostello della gioventù di via Bontempi, ha tenuto il 15 novembre una lezione sulla carità – alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco – alla “Scuola animatori della carità” della Caritas diocesana presso il “Villaggio della carità” di Perugia. Iniziativa rivolta agli operatori e volontari delle Caritas parrocchiali.

“La carità – ha detto – non è pura filantropia, e non deve essere ridotta a puro funzionalismo burocratico. Gli operatori Caritas sono messaggeri del popolo di Dio. Lavare i piedi a una persona in difficoltà non è solo un fatto, è un messaggio che va comunicato con gioia. La carità è dentro il progetto della conversione pastorale missionaria improrogabile”.

“Qualcuno – ha aggiunto – teme la nuova evangelizzazione perché la vede come nuova colonizzazione cristiana dell’Occidente. Oggi i cristiani hanno meno disponibilità a donare i loro beni, a metterli in comune, perché prevale l’egoismo; e anche se si fanno opere buone, i cristiani non si amano. Oggi più che mai deve essere riscoperta la dimensione sociale della carità, quindi della giustizia, che giunge alla politica”.

Dall’esortazione apostolica di Papa Bergoglio emerge invece che “l’atto più importante che esprime la carità della Chiesa è l’evangelizzazione. Oggi il mondo ha bisogno della salvezza che viene data da Cristo, e invita tutta la Chiesa alla conversione pastorale missionaria improrogabile. Questo per dare gioia al mondo che attende un messaggio di salvezza, di liberazione, di speranza di fronte a tante difficoltà e a orizzonti bui, per dare fiducia, perché il Signore vince”.

Riportare al centro la carità diventa un antidoto ai mali peggiori del nostro tempo: “Comunicare la carità è necessario perché oggi vige il mondo dell’individualismo, del nichilismo, dell’arroganza del più forte. Oggi è necessario riportare al centro la carità, non nel senso dell’elemosina data al ‘poveretto’, ma nel senso di una comunione tra le persone nel rispetto, nella dignità e nella libertà, in un progetto comune di sviluppo della comunità umana. Altrimenti si cade sotto le minacce dell’Isis e si va dietro alle esperienze della ‘finanza creativa’, che porta alla distruzione di patrimoni e all’impoverimento dei piccoli risparmiatori. Ci sono tante vicende negative che si possono risolvere soltanto se c’è un soprassalto di amore, di voglia di vivere e di aiutarsi a vicenda, in comunione, come Papa Francesco sta cercando di fare”.

Ricordando l’espressione di Paolo VI, “la politica è la più alta forma di carità”, don Bromuri ha sottolineato che “la prima carità è quella culturale: diffondere le idee, e questo vale anche per la politica… La politica deve essere risanata”, e purtroppo “mancano nel mondo cristiano persone che si dedichino appassionatamente e con professionalità a questo tema”.

AUTORE: R. L.