Conversione pastorale, un fatto di Chiesa. Il cardinale Bassetti scrive ai suoi collaboratori

Il Cardinale Bassetti ha presentato al Consiglio pastorale diocesano la sua “lettera” sulla “Missione e conversione pastorale”

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bassetti-omelia-bn“Conversione pastorale”. La chiede Papa Francesco. E il nostro vescovo, ora Cardinale Gualtiero Bassetti, fin dall’inizio si è sentito “provocato” da questo invito ripetuto e sempre più chiaro. Già dopo i giorni della Giornata mondiale della Gioventù, ed in particolare dopo quel discorso di Papa Francesco ai vescovi latinoamericani riuniti al santuario di Aparecida, Bassetti ha cominciato a chiedersi, come vescovo e dunque pastore di una comunità, come rispondere all’invito. Ha cominciato a pensare ad una lettera da scrivere ai suoi fedeli per riflettere insieme. Poi Papa Francesco ha scritto la sua Esortazione Evangelii gaudium in cui riprende e ripropone l’invito alla “conversione pastorale”.

A questo punto per Bassetti, nel frattempo chiamato con la nomina cardinalizia ad una più stretta collaborazione con il Papa, la “conversione pastorale” non può più restare un semplice seppur pressante invito, ma diventa un percorso da concretizzare con e nella Comunità cristiana di cui è pastore. Ha steso un testo che ha presentato al Consiglio presbiterale e anche al Consiglio pastorale diocesano (convocato mercoledì 4 giugno) per raccogliere osservazioni e suggerimenti ma anche per presentare la finalità di questo testo.

Forse non si chiamerà “Lettera pastorale”, perché, ha spiegato Bassetti, non contiene linee nè orientamenti pastorali essendo queste già contenute nella Lettera sulle Unità pastorali, e quelli già contenuti negli Orientamenti della Chiesa italiana con la quale la chiesa perugino – pievese condivide il cammino decennale dedicato al grande tema dell’educazione. Allora cosa sarà questo testo?

“Questo documento – spiega Bassetti – vuol mettere a fuoco il ragionamento di fondo per capire quali motivi hanno spinto il Santo Padre a scrivere la Evangelii gaudium” e proprio per questo i primi destinatari sono preti, religiosi e laici che hanno una responsabilità pastorale o ecclesiale, con i quali aprire una riflessione sulla “conversione pastorale cuore del rinnovamento voluto dal Concilio” . “Missione e conversione pastorale” recita il titolo, con il sottotitolo che specifica trattarsi di un testo pensato “per l’avvio del processo di discernimento, purificazione e riforma” voluto da Papa Francesco. “Il problema – aggiunge Bassetti – è che Papa Francesco è simpatico per le cose che fa” come i tanti gesti e espressioni che ‘bucano lo schermo’ e restano impressi nella mente e nel cuore della gente, “ma il rischio è che non si vada in profondità”. “Questo Papa – sottolinea Bassetti – ha compiuto e compie grandi gesti che segnano la storia”, e cita l’evento mondiale della preghiera che ha evitato la guerra in Siria o anche la preghiera che farà domenica in Vaticano con Perez e Abu Mazen. “Gesti profetici” commenta Bassetti ricordando le parole di La Pira quando diceva che “quando ci sarà pace in Israele ci sarà pace nel mondo”.

Un Papa “profeta” per il nostro tempo, dunque, che va ascoltato in profondità. Per questo Bassetti ha scritto questo testo in qualche modo “propedeutico” alla Evangelii gaudium, ovvero un aiuto alla sua lettura affinché “noi tutti si entri in questa conversione pastorale che il Papa chiede a tutta la Chiesa”. Non un programma di cose da fare ma uno sguardo rinnovato della mente e del cuore con il quale realizzare le Linee pastorali e gli orientamenti diocesani.

Nel testo Bassetti riflette su cosa significhi “pastorale inclusiva” ed anche “perifericità e povertà della Chiesa”, indicando la strada da percorrere con decisione, quella di una “Chiesa sinodale” nella quale “ciascun membro si scopre ed è valorizzato quale pietra viva scelta e preziosa”, dove si vive la comunione e si pratica “nella vita quotidiana e ordinaria, il discernimento comunitario” dal quale “trova impulso la conversione pastorale della Chiesa”.

AUTORE: Maria Rita Valli