“Conversione pastorale”

La prima Lettera pastorale del Cardinale Bassetti. La consegna ai fedeli nella festa della Madonna delle Grazie in Cattedrale

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Foto Andrea Coli

L’anno pastorale si apre con la consegna della Lettera pastorale del cardinale Gualtiero Bassetti “ai fedeli dell’Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve”. Giovedì l’ha consegnata al clero della diocesi che il’11 settembre ha tenuto ilprimo degli incontri mensili, poi ai fedeli, il giorno dopo, in occasione della messa solenne in Cattedrale per la festa della Madonna delle Grazie. È una Lettera meditata, maturata non solo nella riflessione e nella preghiera personale ma anche nel confronto con gli organismi pastorali diocesani, dal Consiglio presbiterale al Consiglio pastorale diocesano alla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali. Una Lettera nella quale l’Arcivescovo (non era ancora Cardinale quando ha iniziato a pensarla) raccoglie l’invito di Papa Francesco alla “conversione pastorale”.

Quelle due parole lo hanno colpito da subito ed ora sono nel titolo “Missione e conversione pastorale”. È la prima lettera pastorale di Bassetti alla Chiesa perugino pievese (sulle Unità Pastorali aveva emanato un Direttorio), scritta “alla luce della Evangelii gaudium per l’avvio del processo di “discernimento, purificazione e riforma” che coinvolga la comunità diocesana in quanto comunità.

Non a caso uno dei capitoli è dedicato alla “sinodalità” in cui scrive che “Sinodale è una Chiesa in cui ciascun membro si scopre ed è valorizzato quale pietra viva, scelta e preziosa …, una Chiesa che pratica, nella sua vita quotidiana e ordinaria, il discernimento comunitario e che rifugge dal clericalismo esasperato: che sa distinguere tra ministerialità e clericalismo, sia dei preti che dei laici”. Ed aggiunge che “dal discernimento comunitario trova impulso, infatti, la conversione pastorale della Chiesa”. Nelle 48 pagine della Lettera pubblicata dalle Edizioni Tau, Bassetti invita tutti i fedeli ad un cammino di conversione. Si rivolge “soprattutto al clero e agli operatori pastorali” con i quali vuole “condividere alcune riflessioni e dare alcune indicazioni di fondo sul percorso che la nostra Chiesa deve e può intraprendere”, ed ai quali vuole “offrire qualche suggestione per facilitare la pratica del discernimento evangelico comunitario”. E chiarisce subito che non intende “fornire indicazioni operative per il cammino della Diocesi, quanto sostenere la diffusione e la comprensione del progetto di conversione pastorale che papa Francesco sta autorevolmente proponendo a tutta la Chiesa con la parola e con l’esempio”.

In questa prospettiva, spiega Bassetti, vanno ripresi i documenti della Chiesa italiana “dedicati al rinnovamento missionario delle parrocchie, al primo annuncio, all’iniziazione cristiana di adulti e ragazzi, agli Orientamenti pastorali sulla comunicazione del Vangelo e l’educazione”. Ed anche il percorso diocesano delle Unità Pastorali, per imprimere “una svolta in senso missionario alla vita e all’azione delle nostre comunità cristiane”. Nei 7 capitoletti rilegge “la realtà in cui viviamo”, evidenzia come la conversione pastorale sia “cuore del rinnovamento voluto dal Concilio”, indica alla Chiesa di Perugia-Città della Pieve i “quattro punti cardine”, ricavati dal magistero di papa Francesco”, “per il suo rinnovamento nella direzione della conversione pastorale: il ritorno alla sorgente della fede, l’inclusività, la perifericità, la sinodalità”. Quattro punti sui quali chiede “a tutti un impegno radicale a partire da una immediata pratica del discernimento comunitario secondo le linee” che approfondisce e spiega nelle pagine seguenti.

VISITA PASTORALE. I messaggi a conclusione della Visita agli ambienti

La Visita pastorale dell’arcivescovo cardinale Gualtiero Bassetti alla diocesi di Perugia – Città della Pieve è iniziata il 10 dicembre scorso con gli incontri con alcuni “ambienti particolarmente significativi per la loro incidenza sulla vita delle persone e della comunità civile”.

Lo ricorda l’arcivescovo nella breve presentazione che apre la pubblicazione dei messaggi agli “ambienti” del lavoro, della sanità, dell’emigrazione e dell’Università. “Affido i messaggi ai parroci, alle realtà ecclesiali di base, agli uffici pastorali e alle aggregazioni laicali, affinché ne facciano oggetto di riflessione, di progettazione e di azione; i quattro “ambienti” visitati non possono essere considerati degli aspetti secondari o collaterali della pastorale” scrive l’Arcivescovo che conclude la presentazione “dichiarando sin d’ora” ai responsabili delle istituzioni e ai diversi soggetti sociali ai quali, pure, consegna questi testi, la sua “disponibilità a proseguire il percorso iniziato e a collaborare in vista del bene comune”.

I “Messaggi” saranno “consegnati” con la Lettera pastorale il 12 settembre, festa della Madonna delle Grazie.

AUTORE: Maria Rita Valli