Cristianesimo e islam, dialogo possibile se…

Ai “Dialoghi del venerdì” è intervenuto uno dei massimi esperti cattolici del mondo islamico, padre Ayuso preside del Pisai

Tempo di lettura: 123 secondi

È’ ripartita l’iniziativa culturale della diocesi “I dialoghi del venerdì”. Venerdì 29 ottobre scorso l’argomento era il dialogo islam-cristianesimo e a parlarne è giunto all’auditorium della Scuola di polizia di Spoleto uno dei massimi esperti del settore a livello mondiale: lo spagnolo padre Miguel Angel Ayuso Guixot, sacerdote comboniano, preside del Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai). Dopo il saluto di mons. Boccardo, padre Ayuso ha esordito affermando che in questi ultimi anni il dialogo interculturale e interreligioso con i musulmani ha portato innumerevoli frutti, anche se questo processo è spesso minacciato dall’ignoranza, dai sospetti e dai pregiudizi. “Di fronte all’indifferenza del nostro mondo – ha detto – due cose sono fondamentali: la testimonianza e il servizio. Testimonianza, perché c’è bisogno che i credenti siano coerenti e credibili nelle loro tradizioni religiose, quindi condannando la violenza, l’odio, il fanatismo, ecc. Servizio, perché siamo chiamati a promuovere i valori comuni e condivisi in modo concreto, cioè difendendo la vita, la dignità umana, la libertà di coscienza e di religione”. Il preside del Pisai ha richiamato le numerose persone presenti all’incontro a basare il dialogo con la religione islamica sulla conoscenza, sul rispetto, sulla fiducia, sull’amicizia. “Spetta a cristiani e musulmani – ha affermato – il dovere di scoprire e di promuovere, dall’interno delle proprie tradizioni religiose, i germi di fraternità e di pace. Abbiamo bisogno di un ‘dialogo critico’ per preservare e promuovere la dignità umana”. Le posizioni di padre Guixot sul dialogo islam-cristianesimo scaturiscono dagli studi che ha compiuto da giovane, ma anche e soprattutto dalle esperienze pastorali in Egitto e in Sudan dal 1982 al 2002. Nel primo Paese è stato parroco della chiesa del Sacro Cuore al Cairo; nel secondo ha insegnato nel Seminario maggiore e ha diretto il Centro catechetico e pastorale della diocesi di El Obeid, nella regione del Darfur. Quei venti anni trascorsi nel Continente africano hanno portato padre Ayuso ad affermare che “l’apertura alla conoscenza dell’altro, quale elemento necessario per stabilire delle sane relazioni interreligiose, comporta in primo luogo la comprensione del mondo dell’altro con oggettività e onestà. Da questa comprensione scaturiscono stima e simpatia, che portano all’apertura e alla disponibilità. Quindi si arriva alla riscoperta della propria identità, che permette di cogliere le differenze esistenti. E finalmente si scopre l’importanza della testimonianza di vita, vissuta in una doppia dimensione, e cioè nell’apprezzamento dell’altro dalla propria prospettiva, e nella libertà della testimonianza di fede dalla propria differenza”.

AUTORE: Francesco Carlini