Dal 13 al 22 luglio Umbria jazz 2001 “infiammerà” Perugia

Il ritorno di Jarret, l'estrosità di Capossela e la melodia di Conte

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Il rilancio turistico di Perugia e di tutta l’Umbria, dopo i primi dati non estremamente soddisfacenti, passa anche attraverso Umbria jazz; anzi, la manifestazione musicale più importante per la nostra regione avrà il compito, nelle giornate dal 13 al 22 luglio, di essere da testimonial di quelle bellezze artistiche, storiche e culturali che contraddistinguono il patrimonio dell’Umbria. E’ quanto è emerso nel corso della presentazione della prima edizione del nuovo millennio di Umbria jazz che si propone in veste rinnovata nei propri organici: nomi noti, autorevoli, come quello dell’on. Furio Colombo, presidente della Fondazione Umbria jazz e sollecitato a tale incarico proprio dalla presidente Lorenzetti, quando i due erano “compagni di scranno” alla Camera dei deputati. Se poi aggiungiamo che la presidenza dell’associazione organizzatrice del Festival è andata ad Enzo Arbore, affiancato dal Direttore artistico Carlo Pagnotta, si ha un quadro preciso della qualità che vuole offrire la kermesse umbra. Dando un’occhiata al programma, spicca subito il grande ritorno di Keith Jarret. I più appassionati si ricorderanno sicuramente i timori di un rinvio del concerto dell’anno scorso, quando la pioggia di un pazzo luglio aveva fatto temere il forfait del grande pianista che, quest’anno, tornerà a calcare il palco dei Giardini del Frontone con Gary Peacock e Jack Dejohnette. Rimanendo in tema, parteciperanno a Umbria jazz anche altri due grandi pianisti: Ahmad Jamal e Brad Mehldau, anche loro con la formula del trio. Ma forse l’elemento caratterizzante di questa edizione è la canzone italiana d’autore, che presenta Paolo Conte con una grande orchestra per il suo ultimo progetto “Razmataz”, Vinicio Capossela con un ospite molto speciale, Marc Ribot (uno dei migliori chitarristi in circolazione) e l’evergreen Nicola Arigliano, eccelso interprete dello swing all’italiana. Un gradito ritorno sarà anche quello della danza, con la compagnia di David Parson, che riscosse un grande successo di pubblico e di critica qualche edizione fa. Parson questa volta presenterà alcune coreografie inedite commissionategli apposta per Perugia; le musiche sono nientemeno che i brani di “Kind of blue”, il disco di Miles Davis considerato uno dei migliori dischi jazz mai registrati. Ma chi frequenta Umbria jazz sa che tutti i gusti possono essere appagati: jazz nelle sue forme più ortodosse (tradizionali o più avanzate, acustiche o elettriche), ma anche musica nera di ogni genere, dal blues al soul, dal gospel alla zydeco, dalle street parade al Brasile. E proprio il Brasile offrirà un incontro fascinoso e artisticamente stellare di due dei suoi più grandi artisti: Gilberto Gil e Milton Nascimento. Ma, ovviamente, sarà il jazz a fare la parte del leone. Scorrendo l’elenco degli artisti, non possiamo non citare Wayne Shorter con un quartetto acustico con, al piano, Danilo Perez; e che dire poi del sestetto del trombettista Dave Douglas, forse il più rappresentativo jazzman contemporaneo e del quintetto di Terence Blanchard, trombettista di New Orleans, che si è dedicato molto anche alle musiche da film? Sicuramente un cartellone di altissimo livello, anche perché, finalmente, potremmo assistere alla performance dell’orchestra di Gil Evans nella sua formazione integrale di 17 elementi. Concludiamo questa breve, ma non esaustiva carrellata, con gli italiani; si comincia con le stesse formazioni protagoniste di un applauditissimo concerto alla Town Hall di New York: The trio, ovvero Giovanni Tommaso, Roberto Gatto e Stefano Bollani, per passare a Doctor 3 (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra). Quindi un tributo a Federico Fellini del quartetto di Enrico Rava e Giovanni Tommaso, e ancora Rava, assieme a Paolo Fresu, per un omaggio a Miles Davis. Il cartellone di Umbria jazz 2001, allestito da Carlo Pagnotta, è sicuramente accattivante: si può venire a Perugia sicuri di trovare un panorama musicale molto eterogeneo. Unica costante: la qualità!

AUTORE: Francesco Locatelli