“Dio è Padre anche grazie a noi, se comunichiamo la Sua presenza”

Hanno avuto inizio le catechesi quaresimali predicate dal Vescovo in cattedrale. La prima era dedicata al tema “Credo in Dio Padre onnipotente”

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Mons. Bassetti
Mons. Bassetti

Sono iniziate domenica 24 febbraio, II di Quaresima, le catechesi del vescovo mons. Gualtiero Bassetti dedicate al Credo, come cammino in preparazione alla Pasqua nell’alveo dell’Anno della fede. Catechesi che parlano al cuore dei fedeli, come è stato in questa prima catechesi in cui l’arcivescovo ha ricordato che “noi siamo creduti dalla gente se siamo trasparenza di Dio, siamo creduti quali figli di Dio se riflettiamo nelle azioni la sua paternità”.

La prima catechesi aveva per tema “Credo in Dio, Padre onnipotente”. “In questi incontri fraterni, che oggi iniziamo – ha precisato -, non ho nessuna pretesa, tanto meno quella di insegnarvi cose nuove, perché le ‘cose nuove’ le compie il Signore e lui solo. Però sento nel mio cuore e nel mio animo il desiderio di andare in profondità con me stesso e con voi”. Ha poi ricordato: “A san Filippo Neri un giorno fu chiesto: ‘Perché il Vangelo è difficile da vivere?’. E lui rispose: ‘Perché è semplice’. Quello che voglio dirvi è questo: stiamo attenti a non complicare la fede; stiamo attenti a non rendere difficile ciò che è semplice; stiamo attenti soprattutto a non dipingere e definire Dio in ciò che non è e non gli appartiene.

Per poter arrivare almeno a balbettare di credere in Dio dobbiamo fare esperienza di Lui. Senza questa esperienza personale, che abbraccia tutta la nostra vita, il credere rischia di rimanere nella sfera del ragionamento”. Entrando poi nel vivo del primo articolo del Credo, ha affermato: “Dio è Padre per me, Dio è Padre in me, Dio è Padre con me. Ma c’è un altro passaggio e forse penserete che sto esagerando, ma è non così: Dio è Padre grazie anche a me. Mi spiego: ogni persona che entra in relazione con me e con ciascuno di voi incontra o meno la paternità di Dio. Noi siamo il prolungamento dei sacramenti, ognuno di noi, e mediante la nostra vita abbiamo due possibilità: quella di essere presenza paterna di Dio o di essere assenza di Dio… Mi domando: può avere futuro una comunità cristiana che parla (tanto) di Dio e lo vive poco? Noi siamo creduti dalla gente se siamo trasparenza di Dio, siamo creduti quali figli di Dio se riflettiamo nelle azioni la sua paternità. Ebbene, fratelli – ha soggiunto -, anche per noi figli di questa Chiesa perusina-pievese è giunto il momento di rompere con il passato e vivere realmente da figli di Dio, testimoniando concretamente la sua paternità! Perché oggi le persone si sentono sole e chiuse nel loro individualismo? Non dipende, forse, anche dalla nostra vita che, mentre predica la condivisione, nei fatti poi testimonia la fatica a condividere anche un pasto? La società moderna ha fame e sete di paternità, di compagnia, di condivisione delle gioie e delle difficoltà. Non dobbiamo lasciar cadere nel vuoto questo grido silenzioso ma reale che si eleva dall’umanità. Vi invito, pertanto, sia a livello personale che comunitario, come parrocchie e organismi della diocesi, a trovare forme e vie possibili, praticabili, che intercettino e diano un senso a questa fame e sete di Dio dell’uomo moderno”. Le catechesi si terranno ogni domenica nella cattedrale di San Lorenzo alle ore 16.30 e sono trasmesse in diretta da Umbria Radio.

Clicca qui per scaricare il pdf del testo integrale della catechesi di mons. Bassetti

 

AUTORE: D. R.