Don Francesco nell’omelia del giorno di San Michele ha delineato una comunità parrocchiale testimone del Vangelo

"Una missione da vivere tra la gente"

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Domenica 17 ottobre, durante la solenne celebrazione eucaristica delle ore 11, gli operatori pastorali presenti nella parrocchia riceveranno l’annuale mandato dalle mani di don Francesco Fongo. Il parroco rinnova, alla comunità tutta, l’invito ad assumere la santità come stile quotidiano e ad adempiere con responsabilità agli impegni assunti per la costruzione del bene comune. Ognuno sentirà risuonare, nella voce di san Paolo, l’esortazione a diffondere il kerigma, l’annuncio gioioso di Gesù risorto. All’insegna del programma pastorale parrocchiale per l’anno 2004-2005, don Francesco ha recentemente spronato (nell’omelia della festa del patrono san Michele Arcangelo) la comunità cristiana di Bastia Umbra a sviluppare una mentalità missionaria, così da “costruire una Chiesa radicata nel territorio (spazio dell’incontro vivo con il fratello), vicina alla gente (nella cultura, nei servizi, nel lavoro, nella sofferenza, nei mezzi economici, nelle varie necessità), umile ed evangelica (capace di annunciare a ciascuno che Gesù Cristo si è incarnato, è morto ed è risorto per ogni uomo), popolo eucaristico (che vive nella messa domenicale il fulcro della sua proposta di comunione e di missione). In questo modo – ha ribadito il sacerdote – la parrocchia può tenersi lontana dal pericolo di diventare una comunità autoreferenziale (soddisfatta di quello che fa, rassicurata dallo stare insieme delle solite persone, prevenuta rispetto alle novità, insensibile ai bisogni di altri: chiusa in se stessa) o un centro servizi (che eroga celebrazioni religiose, amministra sacramenti a gente senza fede, asseconda le voglie della massa per dirsi moderna: insignificante per sé e per gli altri)”. Un’attenzione particolare il parroco l’ha rivolta alla famiglia, “luogo della crescita umana, affettiva, sociale, culturale e spirituale di ogni persona. Tre sono le promozioni da sviluppare: la preparazione dei giovani al sacramento del matrimonio (partire da lontano); l’accompagnamento alle giovani coppie (persone immature-società dilaniante); il coinvolgimento educativo dei genitori nel cammino di fede dei propri figli insieme alla comunità parrocchiale (educatori, non solo allevatori)”. Nelle parole di don Francesco è costantemente presente il richiamo al documento recentemente stilato dai vescovi italiani Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia e, alla luce del monito della Cei, anche il parroco sprona i cristiani della propria comunità a “trasmettere antiche verità con metodi nuovi” ed accenna alla possibilità di una missione popolare per gli abitanti di Bastia Umbra.

AUTORE: Elena Lovascio