Don Guanella. L’attualità del suo carisma, le urgenze dell’oggi

PERUGIA. Il Centro Sereni - Opera Don Guanella accoglie l’urna “pellegrinante” con le spoglie del fondatore

Tempo di lettura: 174 secondi

don-guanellaC’erano tanti festoni colorati al centro di riabilitazione “Sereni” dell’Opera Don Guanella di Montebello, che lunedì e martedì scorso ha ospitato l’urna del “santo della carità”.

In un clima di festa, i “ragazzi” (così vengono chiamati gli ospiti dell’istituto, indipendentemente dalla loro età) hanno partecipato sorridenti ai momenti di preghiera davanti alle spoglie di san Luigi Guanella. “Perché – dice a La Voce don Matteo Rinaldi, direttore del Centro Sereni – la nostra è una grande famiglia, e san Luigi è il nostro capofamiglia venuto a trovarci”.

Una “visita” avvenuta per il primo centenario della morte del fondatore dell’Opera Don Guanella, con il pellegrinaggio delle sue spoglie nelle realtà ecclesiali guanelliane del Centro-Sud Italia, in corso dal 16 aprile al 1° giugno.

L’evento – spiega don Matteo – vuole solennizzare questa ricorrenza, ma anche far conoscere, a credenti e non credenti, il carisma del Santo e il valore sociale della sua opera.

“Un carisma – prosegue – che aveva trascinato un gruppo di persone attorno a lui, ma che è ancora vivo e che trascina anche noi, sacerdoti, suore e volontari cooperatori guanelliani, convinti dell’attualità e forza del suo messaggio. La presenza delle sue spoglie ci rende tutti più vivi e forti. Il sentirlo vicino a noi, come il nostro capofamiglia, ravviva la nostra fede in Dio e nella Sua provvidenza”.

Don Matteo ricorda inoltre che ai tempi di don Guanella non c’era lo stato sociale, quindi “lui si prodigava per assistere e aiutare poveri e malati non solo per filantropia ma perché in loro vedeva il volto di Dio. Il suo è un messaggio sempre attuale, anche se con il tempo la società ha preso maggiore coscienza della necessità di non abbandonare chi ha bisogno. Ma c’è sempre tanto da fare per la sussidiarietà nel campo della assistenza. L’epoca tecnologica infatti non ha cancellato i poveri, anzi! Anche Papa Francesco ha denunciato questa mentalità dello scarto per cui chi non produce sottrae risorse, ed è dunque da scartare… come i nostri ‘ragazzi’ con le loro disabilità cognitive gravi”.

Questo pellegrinaggio dell’urna con le spoglie del fondatore dell’Opera Don Guanella, proclamato santo nel 2011, deve servire anche – secondo don Matteo – “a farlo conoscere meglio e renderlo più vicino al nostro territorio. A fare sapere che c’è un’istituzione come la nostra, che ha bisogno dell’aiuto di tutti: non solo dei rappresentanti degli enti locali, venuti in questi giorni a onorare le sue spoglie, ma anche del sostegno della gente comune”.

Nella conversazione con La Voce, il direttore del Centro Sereni lo sottolinea più volte: “Ci sentiamo troppo soli. C’è bisogno di maggiore attenzione alla nostra realtà, ai nostri problemi”.

Un’ultima domanda: come avrebbe affrontato don Guanella, oggi, questi problemi? La risposta di don Matteo: “Con la fede nella Provvidenza, lui ha superato tante difficoltà, seppure con qualche fallimento. Ma anche la Provvidenza ha bisogno di sussidi, risorse, e cammina con la previdenza”.

 

IL CENTRO SERENI DI PERUGIA

Il Centro “Sereni”, che assiste disabili di sesso maschile con disturbi cognitivi, è la sola presenza dell’Opera Don Guanella in Umbria. Una storia che comincia nel 1946 nelle campagne di Marsciano per la generosità dei coniugi Sereni, i quali donarono la loro villa di famiglia e l’ampia tenuta agricola di Sant’Elena. Con il ricavato della vendita di alcuni di questi terreni fu acquistato poi il terreno vicino a Perugia, dove nel 1959 fu inaugurato l’attuale Centro: una struttura socio-riabilitativa ed educativa che oggi accoglie in trattamento residenziale 60 persone, più altre 15 in trattamento semi-residenziale.

AUTORE: Enzo Ferrini