È tempo di “ripartire”

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Un momento della celebrazione
Un momento della celebrazione

Numerosa e partecipata è stata l’Assemblea ecclesiale diocesana “Comunione e missione nel segno della Misericordia”, che segna l’avvio dell’anno pastorale diocesano. Interessante e articolata la relazione del vescovo padre Piemontese che ha tracciato un’analisi della situazione pastorale della diocesi, evidenziandone criticità e risorse, frutto degli incontri avuti in questo anno nei luoghi ecclesiali e sociali, istituzionali, le varie agorà della società, le comunità e le strutture della Chiesa diocesana.

“Sul versante sociale sono stato particolarmente colpito e coinvolto da eventi che ci hanno segnato – ha detto il Vescovo -. La crisi economica col conseguente stato generale di impoverimento, la vertenza Ast, l’omicidio di Davide Raggi, il rilancio della scuola cattolica del Leonino”.

Dall’incontro con le diverse comunità e da quanto emerso dal tempo di ascolto che il Vescovo si è dato all’inizio del suo ministero episcopale, è emerso “un generale desiderio di una più organizzata ripartenza dopo un tempo di negativa ribalta mediatica, di accuse indiscriminate, di un soffuso clima di sospetti, di generale incertezza”.

“La grave situazione economica e finanziaria in cui è venuta a trovarsi la diocesi è stato il tema di interesse, di preoccupazione e di impegno – ha detto ancora -. Tale stato di cose ha creato disorientamento, sospetti e divisioni in ambito presbiterale e laicale. L’impressione che ho avuto, man mano che sono entrato nelle dinamiche della diocesi, è stata quella di avvertire che, per noi, il problema essenziale non è economico-finanziario ma ecclesiologico. A mio avviso è il modo di sentirsi Chiesa da parte dei sacerdoti, diaconi, consacrati e laici, che ci aiuterà a far risplendere il volto di Cristo e a risolvere i problemi. In questo senso vogliamo avviarci decisamente su una strada di comunione, semplicità, povertà e trasparenza”.

Riguardo al cammino da avviare per la comunità ecclesiale il Vescovo ha parlato di “conversione, comunione, responsabilità, sussidiarietà e partecipazione. Siamo non una diocesi e molte Chiese. Non una Chiesa federazione di parrocchie ‘autocefale’, ma un’unica Chiesa comunione, che si edifica attorno a Cristo. La comunione si declina anche nella pace con Dio, con i fratelli e con se stessi, nella concordia, condivisione, rispetto, servizio, collaborazione, carità, ma anche con il riferimento convinto al vescovo, l’adozione docile dei progetti pastorali diocesani sorti dal comune discernimento, l’accoglienza di indicazioni antiche a nuove che provengono dagli uffici pastorali diocesani per evitare anarchia o cammini paralleli. La nostra missione oggi, oltre che ai contenuti, presta attenzione alle relazioni umane, alla vivacità del linguaggio e della comunicazione, a una conversione personale e pastorale, che si avvalga di uno stile collegiale con l’apporto di tutti, specie attraverso gli organismi di partecipazione, che non possono essere una opzione facoltativa”.

Un invito particolare è stato rivolto dal Vescovo affinché si abbia attenzione “e si aprano le porte ai poveri ‘domestici’, ossia circondare di attenzioni, cure, apertura e dialogo i numerosi poveri, bisognosi, senzatetto, immigrati già accolti tramite la Caritas, la San Martino e presenti anche in strutture parrocchiali o laiche. Nell’anno santo della Misericordia l’opera segno di carità della diocesi sarà la cittadella della solidarietà ‘Don Sandro Bigi’ di Amelia, che comprenderà l’accoglienza di minori non accompagnati, laboratorio per donne immigrate, Emporio della solidarietà e ospizio dei pellegrini” ha concluso mons. Piemontese.

Sono seguiti gli interventi dei partecipanti su questioni inerenti la pastorale scolastica, la prassi liturgica, la catechesi e i sacramenti alla luce del cammino dell’iniziazione cristiana nelle diverse parrocchie, e le diverse problematiche rilevate. Da tutti è venuto l’auspicio di una maggiore apertura e condivisione della vita pastorale della diocesi nei suoi vari ambiti, a cominciare da quello comunicativo e culturale, per essere Chiesa-comunione aperta, accogliente e trasparente, espressione di un desiderio condiviso di rinnovamento.

Festa di san Valentino

Sulla celebrazione della festa di san Valentino che tanto ha animato il dibattito cittadino, il vescovo Piemontese ha illustrato chiaramente il progetto, che è quello di celebrare la festa del patrono nella cattedrale di Terni nella giornata del 14 febbraio con il solenne pontificale alle ore 9.30. A seguire, alle ore 11, la processione cittadina con l’urna del Santo, accompagnata istituzioni civili, religiose e militari, gonfaloni e rappresentanti delle parrocchie, verso la basilica di San Valentino, per poi essere ricollocata sotto l’altare della chiesa dedicata al santo patrono di Terni.

AUTORE: E. L.