Energia eolica: pro e contro secondo gli esperti

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Venerdì 19 aprile 2002, presso il Centro Congressi “Capitini”, a Perugia si è svolto un convegno dal titolo: “Energia eolica – tra bisogni del territorio e compatibilità ambientale, il fabbisogno energetico, l’inquinamento e le soluzioni eco-compatibili”, promosso dal “Comitato per la difesa e la promozione delle energie rinnovabili” e patrocinato dalle Presidenze del Consiglio Regionale e della Giunta Provinciale. Tra i relatori vi erano tecnici e ricercatori del settore, rappresentanti delle amministrazioni locali umbre e di altre coinvolte gia nell’utilizzo dell’energia eolica e di associazioni ambientaliste.

Il contenuto degli interventi del mattino in questo resoconto è purtroppo desunto dalle brevi tracce fornite dagli autori degli stessi. Il dott. Navarra, dell’Istituto Naz. Di Geofisica e Vulcanologia ha posto l’attenzione sui cambiamenti climatici indotti dall’immissione dell’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dall’uso dei combustibili fossili; i modelli previsionali sono ancora incerti ma il sostanziale accordo tra questi e l’andamento del fenomeno registrato nell’ultimo secolo convincono la maggior parte dei ricercatori che “l’aumento indiscriminato dei gas serra porterà a modifiche sostanziali del clima come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi”.

Gli ingegneri Pietro Petesse ed Alex Sorokin hanno relazionato, il primo, sul fabbisogno energetico in Italia ed Umbria e, il secondo, sulle potenzialità dell’uso della risorsa eolica in Umbria, facendo il parallelo con il caso della Germania, all’avanguardia nel settore. Secondo Petesse, con 1000 aeromotori (le strutture per lo sfruttamento del vento, di varia tipologia, ma sostanzialmente piloni o tralicci portanti grandi eliche sulla sommità) l’Umbria potrebbe soddisfare la metà del suo fabbisogno elettrico totale. Per Sorokin la Germania prevede di coprire nel 2010 il 10% del proprio fabbisogno energetico con la risorsa eolica, per la cui produzione troverebbero impiego 80.000 persone. Ma quali i problemi nell’uso dell’energia del vento? Innanzitutto tali generatori andrebbero posizionati in zone costiere e, in Umbria sul crinale appenninico, dove i venti sono sufficientemente forti. Pertanto, secondo il dott. Dodaro, biologo di Ambiente Italia, i maggiori impatti sull’ambiente sarebbero: il disturbo arrecato alla fauna volatile, in particolare uccelli migratori e rapaci, la sottrazione di territorio a pascoli e boschi (dovuta più che agli impianti, alle infrastrutture viarie ed alle linee elettriche a servizio di questi) e poi, soprattutto, l’impatto paesaggistico consistente nella profonda modificazione del paesaggio montano. Il problema della produzione di rumore e della generazione di pericolosi campi magnetici sarebbe trascurabile a detta di più relatori. Individuati gli impatti, le relazioni dello stesso Dodaro e dell’ing. Castellani dell’Università di Perugia, hanno illustrato le soluzioni tecniche per mitigare gli stessi.

Anche l’intervento del dott. Serafini di Legambiente, partendo dall’analisi della situazione climatica globale e dall’urgenza di una riconversione dalle energie tradizionali a quelle rinnovabili (ovvero le energie: eolica, solare fotovoltaica e termica, idroelettrica e da biomasse), da impiegare congiuntamente, ha caldeggiato l’uso della risorsa eolica. Se il coro dei relatori è sembrato abbastanza unanime, all’apertura del dibattito le cose sono decisamente cambiate. Alcuni intervenuti hanno stigmatizzato la costruzione dei parchi eolici come un profondo cambiamento del paesaggio montano umbro, con conseguenze traumatiche sulla percezione delle popolazioni locali ed hanno aspramente criticato i dati mostrati da alcuni relatori sugli altri impatti sull’ambiente, in particolare quello sugli uccelli, adducendo la convocazione di soli esperti risaputamene favorevoli all’energia eolica.

Un’ operatrice turistica di Scheggino ha lamentato che tour operator inglesi, abituali clienti delle strutture alberghiere locali, hanno minacciato l’abbandono della zona, se, come si vocifera, verrà realizzato un parco eolico. Il dato che comunque nessuno ha osato contestare è che le proiezioni climatiche, più o meno catastrofiche, siano infondate. Altrettanto incontestabile è l’interdipendenza di tutte le nazioni in materia di scelte di sviluppo e di conseguenze sull’ambiente. L’aumentata competenza in materia, in Italia, delle amministrazione locali, dovrebbe sensibilizzare tutti noi a farci una opinione in materia ed a contribuire al dibattito, affinché, quanto prima, si scelga una strada la più ponderata, lungimirante e condivisa possibile.

AUTORE: Andrea Pandolfi