Essere profeti in un mondo che cambia

Più di 400 tra frati e suore a convegno a Santa Maria degli Angeli

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Mancava da due anni un incontro come quello organizzato sabato scorso con tutti i religiosi e le religiose dell’Umbria, ma una presenza così numerosa, anche nei convegni precedenti, non si era vista da molto tempo. Erano più di quattrocento i frati e le suore, dei vari ordini e congregazioni presenti in Umbria, che si sono ritrovati a Santa Maria degli Angeli, nella Sala delle Stuoie della Domus Pacis.

L’incontro è stato organizzato dalla Segreteria regionale della Conferenza italiana dei superiori maggiori e presieduto, oltre che dal Presidente regionale della Cism padre Giancarlo Sibilia, dei “Piccoli Fratelli” di Charles de Foucauld, anche dal Vescovo di Gubbio mons. Pietro Bottaccioli, Presidente della neonata Commissione Ceu del clero diocesano e della vita consacrata.

A tenere la relazione in questa giornata di formazione è stato chiamato padre Antonio Sicari, carmelitano, teologo e autore di opere di spiritualità, che ha affrontato il tema “Vita consacrata: profezia per un mondo che cambia”, da un suo personale punto di vista. Di solito è un problema che si pone in questi termini: come la vita consacrata accoglie e vive le sfide della cultura di questo mondo?… Se le accoglie e le affronta, allora può trovare la sua identità ed essere profeta.

“Per me – ha esordito padre Sicari – questo è un modo sbagliato di affrontare il problema, almeno in assemblee come questa”. Con il richiamo della Lumen Gentium alla vocazione universale alla santità, il problema si fa più ampio. “I consigli evangelici descrivono l’essere umano come sarà nell’escatologia – ha proseguito padre Sicari – perché è così che Dio aveva pensato l’uomo all’inizio”. Poi c’è la questione del carisma specifico. “Un carisma si attacca solo al battesimo”, ha proseguito il relatore, rispondendo alle domande: “Vedo che la parola caratterizzante nei movimenti è: ‘cristiano’. Il carisma, nei movimenti, riguarda i fedeli battezzati. Poi, su questo carisma, si innestano i vari stati di vita. E penso allora ad un futuro – ha continuato il Padre – in cui la parola ‘carmelitano’ non significherà un frate o una monaca, ma un certo tipo di cristiano. Lo specifico entra nel come si diffonde quello che si è ricevuto”.

Sul rapporto consacrati-laici il padre ha speso diverse parole ed ha richiamato alla Novo Millennio Ineunte, dove Giovanni Paolo II invita tutti i cristiani alla vita di preghiera. “Quanta vita mistica è stata sottratta alla Chiesa?”, ha lamentato padre Sicari, quando invece ora, il Papa richiama proprio a rimetterla come fondamento di ogni piano pastorale. Il saluto di mons. Sergio Goretti, Vescovo di Assisi e presidente della Ceu, ha concluso il momento formativo prima della Messa. Insieme alla gratitudine per tutti i religiosi – rivolgendo un saluto particolare al ramo maschile del quale ha notato una maggiore presenza rispetto alle giornate degli anni precedenti – per quello che operano in tutta la regione a beneficio della Chiesa tutta, li ha esortati ad un sempre maggiore senso di appartenenza sia alla Chiesa locale che al proprio istituto, come anche alla fedeltà al carisma specifico.

“Non siete ospiti delle Chiese locali – ha affermato mons. Bottaccioli nell’omelia della Celebrazione che ha preceduto il pranzo – ma parte integrante. L’anno prossimo – ha continuato il Presule, ricordando il documento che ha gettato le basi per una maggiore integrazione della vita dei consacrati nelle diocesi – sarà il 25’anniversario di Mutuae Relationes; prepariamoci!”. E la stessa integrazione e collaborazione l’ha richiamata per la pastorale vocazionale. “Domani è la giornata di preghiera per le vocazioni: se tutti noi pensassimo alle nostre particolari esigenze… Occorre una pastorale unitaria per le vocazioni, come ci ricorda il Papa nel documento Vita Consecrata dove dice che l’impegno nella pastorale vocazionale dovrebbe essere un impegno corale di tutta la Chiesa. Ma insieme alla preghiera per le vocazioni – ha proseguito il Vescovo di Gubbio – è necessaria anche la testimonianza, una testimonianza gioiosa!”.

E proprio dopo il pranzo, durante un momento di fraternità e canti, sono state proposte alcune testimonianze di religiosi e religiose. Padre Massimo Reschiglian, Provinciale dei Frati minori dell’Umbria, ha guidato il momento ed ha chiamato padre Osvaldo, 30 anni, dei Piccoli fratelli, guatemalteco, a parlare di come si è inserito in una realtà, come quella umbra, così diversa da quella delle sue origini. E’ stata poi la volta di suor Daniela, 40 anni di vita religiosa nelle Suore missionarie del Sacro Cuore, che ha raccontato la sua esperienza soprattutto dal punto di vista della vita di fraternità, e di una fraternità vissuta con persone provenienti anche da altre culture.

Quanto la preghiera sia una grazia del Signore, l’ha testimoniato padre Roberto, 32 anni, frate minore, che ha raccontato della sua “lotta” contro la tentazione del vedere la preghiera e la solitudine di un eremo come qualcosa di inutile in un momento in cui “c’è tanto bisogno a valle”. “La missione è parte integrante della nostra identità”, ha detto padre Reschiglian introducendo, infine, la testimonianza di suor Alda, 85 anni, Francescana missionaria di Maria, la quale ha raccontato appunto, in modo anche divertente, la sua esperienza di missionaria in Libia, ma anche in Italia nell’ambito di orfanotrofi o di pensionati per ragazze universitarie povere.

“L’attività era comunque sempre in secondo piano: essendo sempre il momento principale quello della preghiera”. Concludendo il convegno, il presidente della Cism dell’Umbria ha rinnovato alle religiose il desiderio che ci sia presto un segretariato delle suore umbre. Sì, perché la grande assente della giornata, se così vogliamo dire, è stata proprio la Segreteria regionale dell’Usmi, l’Unione delle superiore maggiori dell’Umbria, non essendosi ancora formata.

È stato caldamente sollecitato, così, come già fatto nel corso della giornata anche da mons. Bottaccioli, l’impegno delle superiore e delle suore delle varie congregazioni che sono in Umbria, a far sì che presto anch’esse abbiano il loro segretariato regionale.

AUTORE: Francesca Acito

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