Fiamma da tener desta

Si è radunata la Commissione regionale per l’ecumenismo e il dialogo

Tempo di lettura: 172 secondi

Lunedì scorso, presso il Seminario regionale di Assisi si è riunita la Commissione regionale per l’ecumenismo e il dialogo, presieduta da mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, Narni e Amelia. Erano presenti i delegati delle diocesi di Perugia, Assisi, Terni, Città di Castello, Orvieto Todi, Foligno e Gubbio, alcune suore e rappresentanti del Centro ecumenico di San Martino di Perugia, del movimento dei Focolari e del Gris. Dopo un’ampia presentazione dei singoli partecipanti e delle iniziative svolte, si è focalizzato il discorso su due urgenze oggi particolarmente sentite, che riguardano l’accoglienza delle comunità ortodosse e i rapporti con i musulmani. Una questione quindi di carattere ecumenico in senso proprio e una questione di dialogo interreligioso. La presenza sempre maggiore di persone, soprattutto giovani, provenienti da vari Paesi e portatori di culture e tradizioni diverse deve spingere le diocesi e le parrocchie ad aprirsi con capacità di accoglienza, ed anche di discernimento. Mons. Paglia ha ricordato l’importanza della Parola di Dio, citando in particolare l’esortazione post-sinodale Verbum Domini ed ha invitato a tenere desta la fiammella dell’ecumenismo, anche se i tempi sono difficili. Dalla discussione è scaturita l’opportunità di prepararsi per tempo all’incontro che si avrà ad ottobre, quando il Papa si recherà ad Assisi per la giornata di preghiera nel 25° anniversario dell’incontro di preghiera delle religioni per la pace, attraverso un convegno che dovrebbe tenersi il pomeriggio del 19 giugno, e di continuare nell’esperienza di una Giornata del creato a livello regionale anche quest’anno, dopo la bella esperienza alle fonti del Clitunno dell’anno scorso. Nell’ambito della vita delle diocesi si è notato come ovunque venga celebrata la Settimana di gennaio per l’unità, la Giornata di conoscenza dell’ebraismo e anche la giornata di dialogo con l’islam. Gli ortodossi, emigrati dall’Est europeo, sono la popolazione maggiormente numerosa nell’Italia e nell’Umbria, e ciò comporta la necessità di un’accoglienza fraterna perché i cristiani di questa Chiesa possano celebrare le loro liturgie e sviluppare le attività pastorali in luoghi adatti. Tutte le diocesi hanno provveduto ad ospitare in chiese e ambienti di proprietà della diocesi ale comunità ortodosse con i loro preti. In ambito di appartenenze cristiane si notano alcune comunità che non hanno alcuna intenzione di essere messe in relazione con altre comunità di diversa denominazione. Si nota una specie di “ri-confessionalizzazione” delle Chiese e comunità cristiane, che vedono nell’esercizio del dialogo ecumenico rischi di debolezza e di fragilità, esponendosi alla perdita di incidenza ed efficacia missionaria. Rimane anche il fenomeno delle sètte, che risulta tanto più pericoloso per le allettanti offerte che mostrano sui siti internet, facendo anche leva sulla solitudine in cui si trovano molte persone. Nei confronti di questo problema è stato fatto un approfondimento che dovrebbe continuare nelle nostre comunità. Per quanto riguarda i rapporti con l’islam, non si nota più il dialogo ingenuo e sprovveduto, essendo in crescita la conoscenza del Corano e del pensiero musulmano che si palesa attraverso i mass media e il contatto personale con fedeli musulmani praticanti. In questo particolare periodo si sta diffondendo un sentimento di preoccupazione che può diventare paura e produrre fenomeni popolari di rigetto. A questo proposito viene in aiuto come un criterio di comportamento l’annunciato incontro delle religioni per la pace di Assisi a ricordo del 25° anniversario della famosa giornata del 27 ottobre 1986. Ai presenti è stata offerta la rivista Una città per il dialogo n. 87.

AUTORE: Elio Bromuri