Figli del nostro Padre

Norcia festeggia pubblicamente i dieci anni dal ritorno dei Benedettini

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Dieci anni dal loro ritorno… Era il 2 dicembre 2000, ma è come se la linea del tempo non si fosse mai interrotta, in quanto la presenza dei Benedettini a Norcia nella casa natale del Patriarca d’Europa è cosa naturale. Per ricordare questo avvenimento, che ha segnato una data storica per l’archidiocesi e per la città di Norcia, si è scelta la sala più importante, quella del Consiglio maggiore, e il palazzo comunale ha aperto le sue porte ai numerosi cittadini che hanno voluto festeggiare la propria comunità monastica, presente al completo, insieme al priore, padre Cassian Folsom. L’arcivescovo Boccardo, nel suo saluto iniziale, ha definito i Benedettini “preziosi aiuti per non rimanere soffocati dal non senso della vita. La loro presenza nella nostra archidiocesi si aggiunge al ricco patrimonio di fede e di carità che i nostri santi ci hanno trasmesso con la testimonianza della vita e la fecondità delle opere”.La comunità monastica nursina si è ambientata sin dall’inizio nel tessuto sociale cittadino. “I monaci – ha affermato il sindaco di Norcia Gian Paolo Stefanelli – si sono integrati in una terra in cui la natura e il vivere civile hanno sempre convissuto con la spiritualità benedettina. Con la loro opera continuano a rendere visibile a tutti lo stile di vita del grande Padre dell’Europa. L’augurio – ha concluso – è di poter festeggiare altri anniversari come questo, il più a lungo possibile”. Anche la Provincia di Perugia non ha fatto mancare la sua presenza con l’assessore alla Cultura Donatella Porzi, la quale ha sottolineato come “la presenza dei Benedettini a Norcia sia un patrimonio significativo per tutta la Regione”. Inaspettato ma quanto mai gradito il saluto dell’ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede, che era a Norcia in visita privata. Durante la mattinata si sono succeduti diversi interventi a cura del benedettino Ugo Paoli che ha parlato della congregazione dei Celestini in Norcia e della storica Caterina Comino che ha descritto la vita del monastero nel cuore della città fino al 1810, anno delle soppressioni napoleoniche. A concludere è stato il priore della comunità monastica padre Cassian Folsom, che ha evidenziato come a fare da simbiosi tra il monastero e la città siano i luoghi di nascita di Benedetto e Scolastica. “Vorrei ringraziare tutti – ha detto – dell’affetto con il quale siamo stati accolti sin da subito e le attenzioni mostrate verso il nostro servizio, che è quello di sollevare l’anima di chi viene in basilica come pellegrino o nel monastero come ospite. La presenza del monastero – ha concluso – completa l’identità della città rendendola consapevole e orgogliosa del suo patrimonio, e questo spero continui negli anni”.

AUTORE: Paolo Millefiorini