Franco Zeffirelli protagonista della XIX Rassegna del cinema italiano

Assisi / L'assessore Mario Ferrini fa una valutazione lusinghiera della manifestazione

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Calato il sipario sulla XIX Rassegna del cinema italiano, sembra più che opportuno trarre una valutazione. Cosa ne pensa in merito l’assessore al Turismo del Comune di Assisi? Così risponde Mario Ferrini: la manifestazione del 2000, dedicata ad un personaggio di elevatissimo talento artistico quale Franco Zeffirelli, è pienamente riuscita rivelandosi degna dello stesso; ne è prova la partecipazione massiccia del pubblico alle proiezioni; a quale motivo dovuta? A mio avviso, al fatto che i film di Zeffirelli, che pure ha le sue idee e opinioni, non sono improntati a settarismo ideologico; è un magnifico narratore di storie dal profondo significato umano; mi si offre l’occasione per ribadire la professionalità del direttore artistico Franco Mariotti, coadiuvato da una squadra di collaboratori ormai collaudata ed anche dal personale dell’Ufficio turistico territoriale e del Comune; ho garantito a lui tutta la mia disponibilità: insieme abbiamo contattato Zeffirelli nella sua dimora romana, per rivolgergli l’invito ad Assisi. Più che lusinghiero dunque il giudizio dell’assessore Ferrini. Chi ha seguito le varie fasi della Rassegna si è reso conto che questa perseguiva anche l’intento di una riconciliazione tra il regista ed un settore della critica italiana dal quale si è sentito costantemente avversato. Nel corso del convegno inserito nella Rassegna, Zeffirelli aveva lamentato un isolamento ed un atteggiamento corrosivo orchestrato a livello politico da certa “intellighenzia” di sinistra: un affondo avallato dal collega Pasquale Squitieri, che ha delineato il contesto determinatosi in una fase culturale della storia italiana. Mai ha tollerato Zeffirelli di essere stato “cacciato” dalla Società degli autori italiani, accerchiato e quasi indifeso! A ricondurre il treno sul binario dell’auspicata pacificazione si è impegnato con un intervento, per niente rinunciatario ma pacato, il critico Tullio Kezich, di cui si conosce il rapporto “terremotato” con lo stesso Zeffirelli. Anche la nota sceneggiatrice Susi Cecchi D’Amico si è prodigata nella riconciliazione rimproverando benevolmente all’amico Franco una eccessiva permalosità ed una sopravvalutazione di spiacevoli episodi. Quasi a riprendere il filo del discorso, nel ponderoso e consistente catalogo confezionato in onore del regista così ha scritto Carlo Fuscagni, dell’Azienda di promozione turistica dell’Umbria: “… prima di ogni cosa Zeffirelli è fiorentino e dei fiorentini si porta dentro la classe, l’orgoglio, l’aggressività… l’aggressività Zeffirelli l’ha confinata soprattutto in battaglie culturali controcorrente e negli sfoghi calcistici per la sua Fiorentina”. I pregi di Zeffirelli sono stati unanimamente riconosciuti, in termini impegnati da critici e rappresentanti vari del mondo del cinema, in termini più spigliati e scherzosi dall’attore Oreste Lionello: pittore, costumista, scenografo, regista cinematografico e televisivo, distintosi a livello internazionale anche nel teatro di prosa e lirico-operistico. Ha colto nel segno il collega Giuliano Montaldo attribuendo a lui, nel senso più nobile, la definizione di “tuttologo”, ovvero esperto in ogni branca dello spettacolo. Riconoscimenti documentati, ricordi e aneddoti sono penetrati nella sensibilità del protagonista della Rassegna, che ha riposto ogni tono polemico. E così, disteso e sereno, ha parlato dell’amata Firenze, citando con commozione anche Giorgio La Pira, quell’uomo piccolino che si riferiva sempre alla Madonna e che un giorno lo prese per mano conducendolo nel dormitorio dei frati, dove a lui orfano indicò una Madonna con queste parole: vedi, quella è la tua mamma! Per scongiurare un clima da commemorazione, Zeffirelli, nel corso della conferenza stampa ha illustrato il calendario delle prossime scadenze: al fine di celebrare il centenario di Verdi la regia della Aida, il cui debutto è previsto a Busseto per il 27 gennaio 2001; la regia del Trovatore, che verrà rappresentato all’Arena di Verona; un film su Maria Callas ed altro film dal titolo I Fiorentini storicamente ambientato nel periodo della Repubblica Fiorentina ricca di prestigiosi personaggi. Soddisfatto ma provato dalla lunga maratona di risposte, indicazioni e precisazioni, firmando autografi, Zeffirelli si è allontanato dal cinema Metastasio, dispiaciuto di non poter partecipare per manifesta stanchezza alla consegna del Premio Domenico Meccoli “Scriveredicinema”, assegnato a tarda sera presso il Sacro Convento.

AUTORE: Francesco Frascarelli