“Giovani e lavoro: un cantiere aperto” ne parla la Chiesa umbra

Il 30 aprile la Commissione regionale della Ceu (Vescovi umbri) per il lavoro, la pace e la custodia del creato ha organizzato una giornata di incontro, riflessione e preghiera aperta a tutto il mondo del lavoro e alle istituzioni. Il tema scelto per la riflessione del 30 aprile è il lavoro giovanile: “Giovani e lavoro: un cantiere aperto”.

Il contesto

La pandemia da Covid-19 ha esasperato una serie di crisi interconnesse (economiche, ecologiche, politiche e sociali) che colpiscono in modo sproporzionato i più poveri e vulnerabili. Stiamo affrontando una situazione senza precedenti, che ha messo in pericolo l’esistenza di milioni di persone ed è costata la vita a tanti altri.

Gli effetti economici sono ancora indeterminati, e dipenderanno dalla durata della crisi che è ancora incerta. Ma le prime stime indicano un ordine di grandezza nella caduta del Pil mondiale doppio di quella delle crisi del 2008 e un gravissimo impatto sulla occupazione (secondo le previsioni dell’Oil, oltre 250 milioni di disoccupati).

I giovani e le donne sono tra le fasce di popolazione maggiormente a rischio di disoccupazione. In particolare, la disoccupazione giovanile sfiora il 30%.

I giovani in Italia partivano già da una situazione di difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il loro ingresso nel mondo del lavoro, e la crisi legata al Covid li ha colpiti ulteriormente limitando le poche possibilità di inserimento nell’ambiente di lavoro.

Il blocco dei licenziamenti e l’impossibilità di effettuare nuove assunzioni per le aziende in cassa integrazione hanno portato le imprese a cristallizzare tutte le posizioni che avevano aperto nel 2019, mettendo a dura prova l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro.

A tutto questo si aggiunge il crollo dei tirocini: nei primi sei mesi del 2020 è stato del 48%, considerando la media nazionale. A fronte degli oltre 185 mila tirocini che erano stati attivati nel primo semestre 2019, a causa del Covid questo numero nel 2020 si è fermato a poco più di 96 mila, creando appunto una riduzione di quasi la metà.

I Neet, giovani che non studiano e non lavorano, erano nel 2019 circa 2 milioni, tutti under 30, e nel 2020 sono aumentati del 20%.
In Umbria il tasso di occupazione per la fascia di età 25-34 anni è sceso dal 69,9% (2019) al 65% (2020), mentre il tasso di occupazione per la fascia di età 15-24 anni è sceso dal 18% (2019) al 16%.

Dobbiamo inoltre considerare che le giovani generazioni non hanno un ruolo nei processi di sviluppo per carenza di politiche attive, bassa valorizzazione del capitale umano e basse opportunità offerte.

1 Maggio nell’Anno di San Giuseppe

In questo primo maggio, la festa di san Giuseppe lavoratore cade nell’anno che Papa Francesco gli ha voluto dedicare. San Giuseppe, padre lavoratore, trasmette al Figlio il valore, la dignità e la gioia di ciò che significa mangiare il pane frutto del proprio lavoro.

Papa Francesco nella lettera apostolica Patris corde sottolinea che “in questo nostro tempo, nel quale il lavoro sembra essere tornato a rappresentare un’urgente questione sociale e la disoccupazione raggiunge talora livelli impressionanti, anche in quelle nazioni dove per decenni si è vissuto un certo benessere, è necessario, con rinnovata consapevolezza, comprendere il significato del lavoro che dà dignità e di cui il nostro Santo è esemplare patrono”.

La Chiesa, come la società tutta, vive con grande preoccupazione la crisi del lavoro e, in particolare, la difficile situazione occupazionale dei giovani.

L’iniziativa del 30 aprile

Alla vigilia del primo maggio vogliamo riflettere sul lavoro dei giovani come risorsa straordinaria per rigenerare il tessuto economico e sociale, a partire dalle loro storie di resilienza e di intraprendenza. È tempo che i giovani diventino protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale.

Nell’incontro del 30 aprile non vogliamo cadere nella tentazione di pensare per i giovani, ma vogliamo pensare con loro. Vogliamo ascoltare le loro storie, le loro paure, ma, soprattutto, i loro sogni.

I giovani rappresentano una risorsa straordinaria, forse la più importante per stimolare l’apertura di visioni diverse, improntate a un tipo di pensiero, di politica, di programmi educativi, e anche di spiritualità che non si lasci rinchiudere da un’unica logica dominante: quella (ha detto Papa Francesco nel messaggio ai giovani di Economy of Francesco) che ci ha portato alla crisi globale che stiamo attraversando.

Francesca Di Maolo
coordinatrice della Commissione Ceu per il lavoro, la pace e la custodia del creato

Il programma della giornata

Venerdì 30 aprile a Perugia

preso lo stabilimento Nestlè – sala Seneca si tiene la tavola rotonda promossa dalla Commissione Ceu per il lavoro, la pace e la custodia del creato in occasione della festa del 1° Maggio.

L’incontro inizia alle 17.30 con l’ascolto dei giovani: quattro testimonianze di resilienza e di intraprendenza.

Alle 18.10 interventi di Luca Ferrucci, professore ordinario di Economia e management delle imprese, Università di Perugia (“Giovani tra imprenditorialità e lavoro per un mondo migliore”). A seguire Laura Binda, responsabile Risorse umane Nestlé Perugia (“La responsabilità sociale dell’impresa nella promozione del lavoro giovanile: l’iniziativa Nestlé Needs Youth”).

Alle 18.45 conclusione con la preghiera per il lavoro.

La scelta di tenere l’incontro in un luogo di lavoro – spiegano i promotori – è espressione anche della volontà di “richiamare tutte le imprese a generare azioni di impatto sullo sviluppo sostenibile della società e dei territori: tra queste azioni sono importanti anche le politiche di promozioni del lavoro giovanile”.

Nel rispetto dei protocolli anticovid, potranno essere presenti complessivamente solo 30 persone. Sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati e delle associazioni.

L’iniziativa è trasmessa in diretta sul canale Youtube Chiesa in Umbria e rilanciata dai social de La Voce e Umbria Radio InBlu e dalle diocesi.

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