Gli auguri di Natale: occasione per il bilancio di un anno della Chiesa di Perugia

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fotoQuesta mattina nel palazzo arcivescovile di Perugia l’arcivescovo, Cardinale Gualtiero Bassetti, e il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, hanno ricevuto i dipendenti della curia e i collaboratori pastorali, presbiteri, religiosi e laici, per i tradizionali auguri di Natale. L’incontro si svolto in clima fraterno e il Cardinale ha condiviso con i presenti il senso di difficoltà che vivono le molte persone che incontra in modo particolare in queste settimane ricche di incontri e celebrazioni natalizie. La crisi, ha detto il Cardinale, si fa sentire ancora e forte, con posti di lavoro che si perdono in tutti i settori portando a un numero sempre più alto di famiglie in difficoltà.

Il Cardinale ha quindi letto ai presenti il messaggio di auguri di Natale che rivolge a tutta la comunità diocesana (leggi qui il testo).

Il saluto del Cardinale è stato preceduto dal saluto del Vescovo ausiliare che riportiamo qui di seguito.

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AUGURI 2014

Gli auguri di quest’anno sono “storici”: 1- pastore della Diocesi è un cardinale, dopo oltre 160 anni; 2- vicario generale è un vescovo ausiliare, dopo qualche decennio.  Non siamo più una diocesi “normale”: a lei, eminenza, la Chiesa umbra e quella italiana guardano con diversa attenzione; ma anche tutta la nostra Chiesa locale gode (e a volte sconta) un’attenzione diversa. Siamo stati posti come “città sul monte”, chiamati a portare la gioia e la responsabilità di questa collocazione. Penso però di poter dire, senza alcuna piaggeria, che stiamo però vivendo questo momento con evangelica semplicità, incoraggiati proprio dal suo esempio, come di persona cordiale, assai poco formale e molto vicina al popolo di Dio. Non ci prendiamo troppo sul serio, pur cercando di fare le cose seriamente.

La curia “piccola Chiesa”, come ieri l’ha definita papa Francesco, nell’anno che è trascorso ha lavorato al servizio di quella conversione pastorale a cui tutta la Chiesa è chiamata e sulla quale tutte le comunità cristiane si stanno sinceramente interrogando. Devo dire che, scorrendo l’elenco delle “malattie” curiali proposto ieri dal papa, posso dire che la nostra curia ne è largamente immune. Abbiamo forse qualche linea di febbre a proposito dello spirito di corpo e della collaborazione, perché noi perugini siamo geneticamente predisposti alla fazione e al “chi fa da sé fa per tre”. Mi pare però che si sia già iniziata la cura, con l’incontro da lei animato con tutti i dipendenti e con l’incontro rivolto ai direttori degli uffici: stiamo camminando verso una curia più collegiale e più unita, anche se abbiamo della strada da fare.

È consuetudine che si tracci ora un piccolo “bilancio” dell’anno trascorso, in ordine al quale mi limito a menzionare solo alcuni avvenimenti di particolare evidenza.

In primo luogo la visita pastorale, entrata nel vivo con la conclusione della visita agli ambienti e quella della V Zona pastorale; essa si sta mostrando come un fattore importante di questo processo ecclesiale, per ciò che suscita nel popolo di Dio e per gli stimoli che dà a pastori e fedeli. Non va dimenticato che alcuni uffici di curia sono particolarmente impegnati a supporto di questa azione del vescovo.

In secondo luogo lo spostamento degli uffici a Montemorcino, che si completerà nei primi giorni dell’anno, che rende la curia sempre più accessibile ai preti e ai fedeli, per poterli servire in modo più efficace e per essere sentita come un valido aiuto, sempre meno burocratico e sempre più familiare. Alcuni uffici hanno avuto quest’anno nuovi direttori e nuove consulte, che stanno iniziando a lavorare con entusiasmo, rivitalizzando settori della pastorale ecclesiale a livello diocesano e locale.

Tale rinnovamento ha toccato in modo particolare il comparto amministrativo, interessato da un percorso di necessario contenimento dei costi, di ottimizzazione delle spese, di trasparenza contabile e di conduzione maggiormente collegiale. Tale percorso si rende necessario per la sofferenza economica di tanti enti e tante “opere” ecclesiali (diocesane e non), in difficoltà per il crescente costo del lavoro e delle tasse, per gli adeguamenti normativi e per la diminuzione dei gettiti: siamo in una stagione cruciale, in cui molte realtà, in tutti i comparti, dalle comunicazioni all’educazione alla carità, sono a rischio. C’è quindi un grande impegno per progettare il futuro e supportare il presente, sapendo che le opere cattoliche sono oggi – in tutti questi campi – un segno e uno strumento forse più necessari che in passato. Per questo motivo, nonostante tali difficoltà, la nostra Chiesa continua a investire: l’apertura del “Villaggio della carità” e della nuovo casa in Kosovo sono i segni più evidenti di un lavorio incessante di piccole e grandi comunità che fronteggiano con impegno la crisi economica e culturale in cui si dibatte il Paese.

Non mancano, pertanto, accanto alle ragioni di tristezza e di preoccupazione, legate a vicende personali e istituzionali note e meno note, motivi concreti di speranza, tra i quali spicca l’ingresso nell’anno propedeutico al seminario di ben otto giovani, che intendono dedicare la propria esistenza al servizio di questa nostra Chiesa locale. Non posso non citare come consolante anche la celebrazione esequiale di mons. Mariano Cesaroni, tenutasi ieri a Piccione, la quale ha messo in evidenza l’affetto di un intero popolo per il suo parroco defunto, ma anche per il vescovo, per i preti, per i religiosi e in generale per la Chiesa.

Vorrei spendere una parola anche sulla buona armonia con la nuova amministrazione di Perugia e con le istituzioni in genere, che guardano forse più che in passato al Cardinale e alla Diocesi come ad interlocutori seri ed affidabili, da includere nei processi di governance. Si può ovviamente fare di meglio e di più, ma i segnali sono certamente incoraggianti. Da parte sua e da parte nostra, non c’è nemmeno da dirlo, la più ampia disponibilità ad affiancare le istituzioni nel loro servizio al popolo, soprattutto nei delicati campi del sociale, dell’educazione e della sanità. L’attenzione alla formazione politica che sta crescendo nella Diocesi fa sperare in una generazione nuova di laici cattolici capaci di assumere in futuro ruoli da protagonista.

Cosa ci porterà il Bambino per l’anno che viene? Non lo sappiamo. Ci basta però la sua grazia, la sua rinnovata vicinanza alla nostra esistenza, con la quale accogliere grati le gioie e fronteggiare da forti le prove. Buon Natale!

† Paolo Giulietti
Vescovo Ausiliare

AUTORE: Maria Rita Valli