Gualdo Tadino onora la memoria di don David Berrettini

In memoria del martire di guerra don David Berrettini, posa di una lapide sulla tomba del clero gualdese, presso la chiesa dell’Addolorata

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Negli ultimi anni, più volte si è parlato della storia, tragica – come molte altre dell’epoca della Resistenza – di don David Berrettini, ma forse non lo si è fatto ancora abbastanza. Perché, come dice il titolo dell’ultimo libro a lui dedicato, l’umile sacerdote gualdese è “un eroe da conoscere”, una figura che, specialmente nella sua Gualdo Tadino, ancora troppo pochi hanno presente e meno ancora considerano come dovrebbero. Da qui, l’idea della parrocchia di San Facondino, in collaborazione con l’Accademia dei Romiti, di onorare la sua memoria con una lapide che questa mattina, venerdì 1° giugno, durante una sobria cerimonia, è stata collocata sulla sua tomba, la stessa dove riposano tutti i sacerdoti gualdesi, accanto alla chiesa di Santa Maria Addolorata, nel cimitero di Gualdo Tadino. Presenti alla cerimonia anche molti parenti del religioso, provenienti non solo dall’Umbria, ma anche dalle Marche e dall’Abruzzo; il maestro Sesto Temperelli, direttore della banda musicale gualdese, che ha sottolineato con la sua tromba i momenti più solenni della cerimonia; l’assessore alla Cultura del Comune, Simona Vitali; il parroco di San Facondino, don Michele Zullato, ma soprattutto il vescovo, mons. Domenico Sorrentino, che venerdì 25 maggio ha iniziato la visita pastorale nell’antica pieve gualdese.

È la terza volta che il Vescovo prende parte ad un convegno o ad una celebrazione su don David, segno che lo sforzo di strappare la sua figura dall’oblio è condiviso sia dai parenti, sia da chi si occupa della storia locale, sia dalle autorità civili che dalla Chiesa cattolica. Anche in quest’occasione, preceduta da una messa in suffragio di don David celebrata dal Vescovo nella cappella del cimitero, è stato ricordato il sacrificio della medaglia d’oro al valor civile. Era il 19 giugno 1944. Dopo un (presunto) attentato ad una colonna tedesca in ritirata, i nazifascisti effettuarono un rastrellamento a Marischio, la frazione di Fabriano dove don David era parroco e, contemporaneamente, fecero irruzione nella canonica. Don David, spaventato, si diede alla fuga a piedi, ma poi, avvisato che i tedeschi minacciavano di uccidere i 23 ostaggi già catturati se il sacerdote non si fosse consegnato, tornò indietro e si consegnò ai tedeschi, che liberarono i suoi parrocchiani e lo fucilarono a San Donato (altra frazione fabrianese), infierendo poi selvaggiamente sul suo cadavere, che oggi riposa nella sua città natale.

AUTORE: Pierluigi Gioia

1 COMMENT

  1. Don Davide Berrettini era il mio padrino di battesimo.
    Quel giorno del 19 giugno 1944 avevo appena 7 anni. Mi ricordo perfettamente di quel giorno vedendo dalla finestra della mia camera due persone ben conosciute di Marischio, lo accompagnarono al comando tedesco,legato. La fine di quel cinico assassinio, la sapete meglio di me.
    Povero Don Davide, lo amavo, era un uomo estremamente buono e generoso . Non lo ho mai dimenticato.

    Azelio 82 anni – (vivo in Francia da 70 anni) – Ho sempre avuto un pensierino per il mio padrino.

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