Gubbio torna alla carica sul progetto Lumsa

Da tre canali diversi viene riaperto il dialogo con la Lumsa per il “progetto Gubbio”

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La sede della Lumsa
La sede della Lumsa

La città e la Lumsa: in maniera discreta ma decisa e carica di fiducia, la città, con le sue più significative espressioni, si è rimessa in moto tentando di ‘riagganciare il treno’ per fare di Gubbio un centro universitario. Inquadrando lo stesso obiettivo, ma percorrendo canali diversi, Curia vescovile, Comune e studenti stanno provando di recuperare un dialogo costruttivo con la Libera università Maria Santissima Assunta, sperando di recuperare quel campus universitario previsto nell’ex seminario di piazza Bosone, sfumato proprio nel momento in cui sembrava una realtà acquisita. Prospettiva inseguita per anni, poi finita in un “nulla di fatto” quando sembrava a portata di mano, con un seguito di critiche e feroci polemiche politiche.

Il vescovo mons. Mario Ceccobelli, di recente, ha parlato della vicenda con i nuovi vertici delle Missionarie della Scuola, inserendola nel contesto del colloquio in cui manifestava l’intenzione della Curia di ricordare Luigia Tincani, per la quale è in corso il processo di beatificazione, fondatrice della congregazione religiosa. Le Missionarie infatti sono nate nel 1922 a Gubbio, hanno avuto per anni la loro sede centrale nell’ex convento di San Domenico ed il primo riconoscimento dal vescovo del tempo Leonardo Navarra. È loro la felice intuizione della Lumsa e di tanti altri istituti scolastici in Italia ed all’estero. Un seme che si spera possa crescere.

Da parte sua il sindaco Diego Guerrini, prendendo spunto da un dibattito suscitato una interpellanza dei consiglieri del Psi Aloia e Cavalejro, ha chiesto al Magnifico rettore di incontrare una delegazione cittadina, espressione delle varie componenti, per riprendere in mano il “progetto Gubbio” assicurando anche il pieno impegno del Comune nel contesto di una volontà finalizzata a riprendere concretamente ilo discorso campus a Gubbio.

Anche gli studenti si sono mossi con una sottoscrizione indirizzata a varie autorità. Il loro fine, come ha scritto a nome di tutti Sara Palazzari, “era (ed è) quello di dare una seconda possibilità a un progetto che vedeva Gubbio protagonista di un campus universitario. Ma se questo è un sogno impossibile (e vorremmo ci fosse spiegato perché), chiediamo almeno di poter beneficiare ancora degli insegnamenti di Lumsa attraverso master e corsi di specializzazione, grazie ai quali potremmo giovarci di una formazione prestigiosa e riconosciuta in tutto il mondo”.

AUTORE: Giampiero Bedini