I cattolici in politica e le sfide dei nostri tempi

Diocesi. Il secondo appuntamento con la Scuola della Parola

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Come già la volta scorsa, il secondo incontro della Scuola della Parola prende avvio con una lectio biblica tenuta da mons. Nazzareno Marconi, rettore del Seminario regionale. Il brano scelto, dalla Lettera ai Romani (8,1-17), invita a riflettere sulla “identità regale del cristiano”; l’argomento che concorda appieno con la relazione della seconda parte, dopo cena. In particolare l’approfondimento si sofferma sul versetto 5: “Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli che invece vivono secondo lo spirito, tendono verso ciò che è spirituale”.I cristiani, afferma don Nazzareno, sono “figli”, e non servi, eredi per regnare come Gesù e non secondo regole del potere, cioè secondo la carne. Non c’è una gerarchia quando si parla di cristiani, e Dio non è al culmine di una piramide gerarchica. Bisogna partire dall’uomo nuovo: non un re che comanda, ma un Re che si mette a servizio.I cristiani sono chiamati ad uscire dalla logica di schiavitù e di morte, cioè dalla logica carnale (del mondo e quindi del potere) per incamminarsi verso una logica spirituale. Scegliere Cristo come modello deve diventare l’arma per regnare secondo la logica del servizio. L’impegno dei cristiani è per la costruzione di una società secondo la logica dello spirito, partendo dal proprio cuore. Si prosegue con l’adorazione eucaristica, la riflessione personale e le confessioni. Dopo cena, la relazione di Paolo Nepi, professore ordinario alla Università Roma 3 e delegato dell’Azione cattolica per la Toscana. Dopo una introduzione legata al Concilio Vaticano II, usando la metafora del “sentiero interrotto” – che non comporta pessimismo, ma apre ad una prospettiva di speranza – e qualche precisazione intorno alla Gaudium et spes, definita Costituzione pastorale, in grado di far misurare la Chiesa con le sfide del proprio tempo, il prof. Nepi è giunto al cuore del tema. La Gaudium et spes definisce in modo perentorio la natura della “missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa”, che “non è d’ordine politico, economico e sociale”, ma “d’ordine religioso”. È però altrettanto vero, ha affermato il relatore citando la Lettera a Diogneto, che la vita delle persone non si svolge solo sul terreno ecclesiale, ma anche su quello più vasto della società politica: da qui nasce la necessità della “mediazione” tra le due comunità, quella ecclesiale e quella politica, che il Concilio affida soprattutto ai laici illuminati. La Gaudium et spes mette al centro dello scenario non più gli “Stati sovrani”, ma la comunità politica, la società civile, soggetto detentore dei diritti e delle responsabilità politiche, e pertanto dei poteri distribuiti secondo il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale. Paolo Nepi ha quindi concluso che oggi, a partire dai comportamenti individuali dei politici più rappresentativi, si fa molta fatica a cogliere la “differenza cristiana”. Ha quindi suggerito all’Ac, oltre a quella tradizionale della formazione, due prospettive di impegno: il raccordo con altre esperienze, soprattutto a livello locale; la testimonianza e il gesto simbolico.“Il popolo di Dio, mosso dalla fede, per cui crede di essere condotto dallo Spirito santo del Signore che riempie l’universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio” (GS 11). Per un ampio approfondimento della conversazione svolta dal prof. Nepi è possibile accedere allo “Schema ragionato” – che lo stesso ci ha fatto pervenire – sul sito www.diocesiorvietoto-di.it. I prossimiIncontriProsegue il cammino formativo della Scuola della Parola promossa dall’Azione cattolica, nella casa diocesana di Spagliagrano, alla riscoperta della “missione” dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo, testimoni di Cristo, chiamati a vivere quotidianamente come “sacerdoti, re e profeti”. Il secondo appuntamento si è tenuto lo scorso sabato 18 febbraio. Di seguito le prossime date: 3 marzo (relatore don Luciano Avenati); 21 aprile (relatore Franco Miano, presidente nazionale Ac); 12 maggio (relatore Luigi Alici, ex presidente nazionale Ac).

AUTORE: Mauro Stella - Michele Menghinelli