Il Csi è solidale con il mondo

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Achini-vicino-ai-volontari_CMYKIl Centro Sportivo Italiano guarda oltre i confini nazionali. Attraverso “Il C.s.i. per il mondo”, iniziativa nata nel 2011, dopo il terremoto di Haiti, promuove il volontariato sportivo internazionale, con l’obiettivo di organizzare attività sportive e ricreative per i giovani di paesi in difficoltà, o in via di sviluppo. L’attenzione si rivolge ai paesi europei (come Albania e Bulgaria), all’Africa (Benin, Cameroon, Congo), all’Asia (Nepal, Palestina e Siria) e all’America Latina (Haiti, Brasile, Ecuador). Il progetto è aperto a tutti gli sportivi: allenatori, atleti, istruttori, educatori.

Unico requisito essere propositivi e dotati di spirito di adattamento, visto che, ad esempio, gli alloggi sono previsti presso case parrocchiali, in camerate condivise e le attività si svolgono in strutture sportive malandate. In questo progetto sta cercando di inserirsi anche il C.s.i. Umbria, che vorrebbe aderire con alcuni volontari, ma come spiegato dal Presidente C.s.i. Umbria, Carlo Moretti, “non mandiamo gente in vacanza; chi aderisce dovrà obbligatoriamente frequentare dei corsi formativi prima della partenza”.

Tra le società favorevoli all’iniziativa, la Trasimenobasket, il cui Presidente Stefano Rossi sottolinea “è importante promuovere la solidarietà nei paesi in difficoltà e mi piacerebbe molto che almeno uno dei nostri 120 atleti partecipasse alla missione. Stiamo promuovendo l’idea e, se non ci riusciamo ora, vorrà dire che abbiamo gettato le basi per il prossimo anno. Potremmo fungere da traino e, magari,coinvolgere altre società della regione. In molti ambiti si promuove il volontariato e vorrei che anche lo sport facesse la sua parte”.

L’esperienza nel “C.s.i per il Mondo” dura 2-3 settimane. I ragazzi iniziano e terminano l’avventura tutti nello stesso momento e agiscono come una squadra. I “missionari” vengono affiancati da giovani del luogo, già operativi negli anni passati. Infatti, oltre ad organizzare attività sportivo-ricreative, lo scopo dell’iniziativa è anche quello di formare i ragazzi indigeni, affinché l’opera possa continuare anche terminato il progetto. Ovviamente anche i volontari italiani otterranno qualcosa da questa esperienza.

“Coloro che vanno in missione – spiega Moretti – tornano fortificati, consapevoli delle comodità che abbiamo noi e maggiormente duttili di fronte alle problematiche della vita quotidiana”. Il “C.s.i, per il mondo” ha già prodotto i suoi frutti. Nel tempo è stata organizzata la giornata nazionale dello sport ad Haiti che ha coinvolto circa 2000 bambini, i giochi della fratellanza in Cameron e il più grande torneo di calcio in una baraccopoli a Cité Soleil (Haiti).

AUTORE: Michele Mencaroni