Il Golgota ‘in diretta’

Il Venerdì santo non ci saranno solo i 'quadri viventi'. Le ultime scene, fra cui la Crocifissione, verranno eseguite in forma teatrale in piazza Martiri

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Molte le novità, quest’anno, nella Settimana santa e nella Sacra rappresentazione del Venerdì santo, uno degli eventi più sentiti della Quaresima gualdese. Tutte hanno in comune il motto ‘Ritorno alle origini’. Primo evento sabato 15 marzo alle ore 17, in sala consiliare del municipio, con la presentazione del dipinto di Dante Fusaro che riproduce, con qualche piccola variante, lo storico manifesto con cui nel 1940 fu annunciato il ripristino della Sacra rappresentazione. A seguire, alle 18, l’apertura, presso la sagrestia della trecentesca chiesa di San Francesco, della mostra ‘La Passione nascosta’, dedicata ai costumi di decenni di rappresentazioni: una replica, con alcune varianti, dell’esposizione dell’anno precedente, che riscosse notevole successo di pubblico. Rinnovato anche il repertorio che, domenica 16 alle 21, presso la basilica di San Benedetto, il coro cai ‘Casimiri’ diretto dal maestro Felice Pericoli, con la partecipazione di Carlo Biscontini come voce narrante, presenta nell’annuale Concerto – meditazione pasquale. In programma corali di Bach, laudi popolari umbre e brani di Codaly, Bartolucci e Gai. I più cospicui ‘ritorni alle origini’ avranno luogo, invece, proprio il Venerdì santo. Dapprima l’adorazione del Cristo morto ‘ l’antica statua lignea ‘ che avrà luogo dalle 15.30 alle 20.30 nella sua antica sede: la chiesa di San Francesco, finalmente riaperta dopo i restauri del sisma. Un’attesa durata anni, coronata anche dalla ritrovata unità della Confraternita della Trinità, sancita anche ufficialmente la scorsa estate. ‘Ma la più grande delle novità – dice Sergio Ponti, animatore del Comitato per la Sacra rappresentazione del Venerdì santo – è il ritorno alla versione teatrale dell’evento sacro.’ Non più, quindi, solamente 14 ‘quadri viventi’ che si spostano lungo le principali vie del centro storico, come finora: seguendo alla lettera il testo della lauda Lamento de Maria, una delle più significative del Laudario di Gualdo, le ultime più importanti scene, fra cui quella spettacolare e drammatica della crocifissione, verranno eseguite in forma teatrale in piazza Martiri, anche con l’ausilio di effetti luminosi e sonori moderni come lampi, tuoni, boati del terremoto. ‘Sarà allestito per l’occasione – spiega Ponti – un palcoscenico in piazza e la scena diverrà, come lo era in passato, il fulcro di una vera e propria rappresentazione sacra’. Per il resto, nella processione, che partirà alle 20.30 di venerdì 21, tutto come sempre, a parte la cancellazione della tappa all’ospedale ‘Calai’, ormai dismesso: l’illuminazione stradale spenta, il silenzio rotto unicamente dalle voci degli attori che impersonano i quadri della Via crucis, rischiarati dalle fiaccole e dalle lanterne, il monotono rumore delle battistrangole della Confraternita della Trinità, le struggenti melodie del Laudario eseguite nelle forme originali, in costumi medievali, dal coro Cai. ‘Senza contare gli elementi del coro – conclude Ponti – parteciperanno alla rappresentazione 230 figuranti in costume, ciascuno nel ruolo che, spesso da anni, ricopre con entusiasmo, devozione ed abnegazione’. Tre di questi, i più anziani, riceveranno l’ambito riconoscimento da parte del Comitato durante la tradizionale agape conviviale, che avrà luogo mercoledì santo, 19 marzo, alle 19, presso il Cva di Rigali.

AUTORE: Pierluigi Gioia

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