Il “grazie” di mons. Benedetto Tuzia all’operato dei volontari che hanno permesso la perfetta riuscita delle giornate orvietane

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IMG_0396-cmykIl vescovo di Orvieto-Todi mons. Benedetto Tuzia ha accolto con premura i giovani provenienti dalle diocesi dell’Umbria e ha terminato la prima parte con la benedizione eucaristica in cattedrale alle ore 2.45 della notte. In un duomo dove erano presenti i tanti giovani e molti orvietani che hanno partecipato a questo momento, commentando – prima della benedizione eucaristica – un brano del Vangelo di Giovanni (l’episodio della samaritana), il Vescovo ha rilevato come l’adorazione eucaristica sia un “bacio” che si dà al Signore; è l’acqua viva che disseta la grande sete di felicità che ci portiamo dentro. Il giorno dopo, al termine della messa presieduta dal vescovo delegato della Pastorale giovanile mons. Boccardo, il vescovo Benedetto ha voluto ringraziare soprattutto i numerosi giovani che hanno partecipato a questa bella avventura. Il duomo era pieno di tanti giovani e famiglie venute in duomo per la liturgia finale. Il Vescovo ha inoltre ringraziato le autorità civili che hanno collaborato perché tutto si svolgesse nel migliore dei modi, i direttori e i collaboratori degli uffici di Pastorale giovanile che si sono intensamente impegnati per l’evento, infine un “grazie” caloroso l’ha rivolto ai volontari diocesani. I numerosi volontari che indossavano una simpatica casacca dove la parola “diocesi” era graficamente rappresentata come “DIO ce SI”, un messaggio anche questo significativo. I volontari hanno lavorato molto, e con il loro contributo tutto è filato liscio senza nessun inconveniente, una vera grazia. Al termine della messa il pranzo è stato consumato sul lato destro del duomo, tutti seduti su panche di fronte a dei tavoli predisposti dai volontari. Un lungo applauso ha concluso le parole del Vescovo, segno che i giovani avevano sperimentato l’accoglienza e lo spirito di servizio che la diocesi ha dimostrato. Anche se non detto, si è percepito il gesto di Gesù prima dell’Ultima Cena, quello di lavare i piedi ai discepoli. A un Giubileo eucaristico non può mancare il servizio.

AUTORE: D. M. C.