Il lavoro resta spesso un sogno

Con un 11,6% l’Umbria si colloca al 13° posto nella classifica del tasso di disoccupazione tra le regioni italiane

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In Umbria la grande crisi economica continua ad avere ripercussioni pesanti sul tasso di occupazione giovanile. Nella regione l’11,6% dei giovani tra i 15 e 34 anni d’età risulta disoccupato, un dato che colloca l’Umbria al 13° posto nella classifica del tasso di disoccupazione delle regioni (la “maglia nera” va alla Sicilia) per l’anno 2010. La situazione del mercato del lavoro nel nostro Paese è fotografata in un rapporto dell’ufficio Studi di Confartigianato in cui si rileva che tra il 2008 e il 2011, anni della grande crisi, gli occupati under-35 in tutto il Paese sono diminuiti di 926.000 unità. L’Italia detiene tra l’altro il record negativo in Europa per la disoccupazione giovanile: sono 1.138.000 gli under-35 senza lavoro. A stare peggio i ragazzi fino a 24 anni: il tasso di disoccupazione in questa fascia d’età è del 29,6% rispetto al 21% della media europea. Se a livello nazionale la disoccupazione delle persone fino a 35 anni si attesta al 15,9%, il dato umbro del 11,6 % non appare comunque consolante. La crisi del mercato del lavoro italiano non riguarda infatti soltanto i giovani. Il rapporto di Confartigianato mette in luce un peggioramento della situazione anche per gli adulti. La quota di inattivi tra i 25 e i 54 anni arriva al 23,2%, a fronte del 15,2% della media europea. Il quadro descritto lascia aperta la domanda su come possano i giovani – fotografati dal Rapporto – poter scegliere di lasciare il nido materno per dare vita ad una famiglia propria, a fronte di una situazione di mancanza di lavoro così grave. Infatti, “dall’altro lato dei numeri” della disoccupazione, non esistono solo situazioni lavorative stabili, tutt’altro. Il resto dei giovani che non rientrano fra i disoccupati posseggono in molti casi contratti di lavoro a progetto, contratti occasionali, o contratti a tempo determinato senza alcuna garanzia di rinnovo, che non offrono comunque alcuna certezza in più né per il presente, né per la pensione futura. Lo scenario appare inquietante quando si valuta la mancanza assoluta di misure di soccorso relative alla situazione occupazionale giovanile, così come di politiche occupazionali di alcune genere, con gravi lacune anche sul tema del lavoro femminile e del sostegno alla maternità.

AUTORE: Mariangela Musolino

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