“Il mio cartellino, timbralo tu”

12 persone arrestate e 68 indagate: il caso degli assenteisti all'ospedale di Perugia

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L’assenteismo colpisce l’ospedale di Perugia. Tutto dipende dal badge, la tessera magnetica che scandisce il tempo dei dipendenti pubblici. Per molti è una tortura quotidiana, altri si ingegnano per superare questo assillo. All’ospedale di Perugia, i carabinieri del Nas hanno trovato una situazione anomala. E sono scattati 12 arresti, disposti dal gip Nicla Flavia Restivo su richiesta del procuratore Nicola Miriano e del sostituto Giuseppe Petrazzini. Di loro, 2 in carcere e 10 agli arresti domiciliari, ma sono addirittura 68 (tra medici, infermieri, tecnici di laboratorio, personale amministrativo) gli indagati a piede libero. Per tutti sono stati ipotizzati, a vario titolo, i reati di truffa aggravata e falso in atto pubblico. In pratica, nelle ore in cui risultavano ufficialmente al lavoro, svolgevano attività in cliniche private e strutture di diverso genere, o trascorrevano il proprio tempo in libertà grazie a qualcuno che timbrava per loro il cartellino. Una storia che non si discosta da tante altre, avvenute in passato nel nostro Paese, ma che getta fango sul pianeta pubblico.

La Giunta regionale annuncia una commissione d’inchiesta, il direttore generale Walter Orlandi si dichiara parte lesa, i sindacati definiscono la vicenda “grave” ma che”rischia di mettere ingiustamente in cattiva luce anche la stragrande maggioranza di lavoratori e lavoratrici che si sentono responsabili del funzionamento complessivo del servizio pubblico e che, sinora, hanno garantito, il più delle volte in condizioni precarie ed estremamente disagevoli, i servizi a migliaia di cittadini umbri”. Un avvocato difensore ritiene esagerati gli arresti; l’Ordine dei medici ricorda quanti sanitari lavorino senza guardare l’orologio. Ci sono molti luoghi comuni sul lavoro del dipendente pubblico, in questo periodo incrementati anche per la pressione fiscale sui lavoratori autonomi, accusati di non pagare le tasse in modo adeguato rispetto al proprio reddito. Questa vicenda non contribuirà certo a rasserenare gli animi. È un fatto che 80 dipendenti praticavano questo sistema, dopo che nel settembre scorso si era sviluppata un’altra inchiesta per assenteismo per 4 dipendenti, sempre all’ospedale di Perugia. È indicativo che il procuratore Miriano affermi che le misure cautelari sono state rese indispensabili dalla constatazione che gli indagati “per nulla intimoriti o dissuasi da quanto in precedenza verificatosi, persistevano nelle condotte delittuose”. Le immagini riprese dalle telecamere del Nas nei pressi degli apparecchi hanno così mostrato dipendenti ospedalieri e universitari che “timbravano sistematicamente”, secondo il Nas, i badge propri e quelli di altri assenti dal servizio. Gli accusati, nel corso dei primi interrogatori di garanzia, non hanno negato ma hanno ridimensionato di molto i fatti contestati. E in molti chiedono risposte alla domanda più elementare: se il fenomeno era così diffuso, non era possibile prevenire, e intervenire senza aspettare l’arrivo dei carabinieri?

AUTORE: Romano Carloni