Il miracolo ritrovato

Un libro riporta alla luce gli sconvolgenti fatti del 1796

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Un’estate di miracoli e prodigi, quella vissuta in città ed in alcuni centri della diocesi oltre due secoli fa, ricostruita con il corredo di documenti nella pubblicazione Gli occhi di Maria su Gubbio – Eventi, documenti, riflessioni e immagini della sconvolgente ondata di prodigi del 1796 edita dall’Associazione culturale Benedetto XVI. Si tratta di uno studio di Luigi Girlanda e Lamberto Padeletti (presidente e vicepresidente dell’associazione) e don Claudio Crescimanno (collaboratore della rivista di apologetica Il Timone), presentato dagli autori in una affollatissima sala convegni dell’hotel Beniamino Ubaldi.

A partire dalla mattina del 9 luglio del 1796, alcune immagini della Madonna iniziarono misteriosamente ad animarsi, muovendo gli occhi, la bocca e perfino cambiando espressione del volto. I fenomeni continuarono, alla presenza di numerosissimi testimoni, per circa due mesi; furono accompagnati anche da diverse guarigioni improvvise e perfino da un’apparizione della Vergine a una pastorella. Il vescovo di allora, monsignor Ottavio Angelelli, testimone oculare di alcuni episodi, ne accreditò la veridicità attraverso una scrupolosa inchiesta canonica, i cui documenti – analizzati dagli autori del volume – sono conservati presso l’Archivio vescovile diocesano.

Il libro è accompagnato da un “Invito alla lettura” di Vittorio Messori, lo scrittore cattolico più tradotto al mondo: “ Volesse Dio – scrive Messori – che altri libri fossero altrettanto chiari, sintetici, precisi! Non soltanto la fede, ma anche le ragioni della storia e della cultura imponevano di interrompere un silenzio inspiegabile – e in qualche modo colpevole, almeno per i credenti – sugli eventi dell’estate del 1796. Una serie di fatti misteriosi e al contempo espliciti che, come giustamente si ribadisce, costituiscono un unicum nella storia della Chiesa, ma che il tempo aveva ricoperto con il suo oblio”. La pubblicazione è arricchita da un album fotografico con i luoghi e le immagini protagoniste dei miracoli. “Il nostro intento – spiegano gli autori – è quello di far luce su uno dei più sconvolgenti prodigi che la Madonna, compatrona della città con sant’Ubaldo, ha voluto operare nella nostra città”. Girlanda e Padeletti auspicano che il loro lavoro “possa essere occasione per il tempestivo ed entusiastico ripristino della perduta tradizione di festeggiare ogni anno l’anniversario dell’inizio dei prodigi, il 9 luglio, con il suono a festa di tutte le campane della città”.

AUTORE: G. B.