Il nostro Curato d’Ars è il beato Pietro Bonilli

Quest’anno la festa a Cannaiola ha un significato particolare

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La nostra Chiesa diocesana, insieme alle suore della Sacra Famiglia di Spoleto, si appresta a celebrare la festa del beato Pietro Bonilli. Nell’anno sacerdotale in cui Papa ha riproposto a tutti i sacerdoti san Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars, sarebbe a dir poco disdicevole per la nostra diocesi non ricordare con particolare onore il curato della nostra terra: il beato Pietro. Fu un grande estimatore del Curato d’Ars e da lui attinse l’ardore per la vita spirituale, la passione per le anime e il grande amore per l’eucaristia. Pietro Bonilli seppe cogliere le urgenze, le istanze del suo tempo, dandovi una risposta pronta e concreta. Al popolo che gli fu affidato non disse parole complicate; semplicemente, portò la Parola di Dio. La proclamava e spiegava nella chiesa, ma la portava anche dove la gente era solita stare: nelle cantine, in mezzo alle paludi, nei mali sociali del tempo. Accanto alla Parola, le opere. Si adoperò per un graduale progresso della gente emarginata di Cannaiola. Ricordiamo “L’opera sociale delle campagne”, “La buona stampa” e un’infinità di confraternite. Un tratto che lo accumuna al Curato d’Ars è quella carità evangelica che non conobbe misura e non fece clamore, ma fu efficace e delicata. Basterebbe pensare alla finestrella della canonica con apertura esterna dove i poveri trovavano sempre un pezzo di pane e un po’ di companatico. Ai giovani propose un modello incomparabile da imitare: la Sacra Famiglia. Si impegnò instancabilmente nel campo dell’educazione, chiedendo ai genitori di esercitare il loro ministero con franchezza e senza tentennamenti. Ripeteva loro: “Ci vuole una sana educazione per raddrizzare i vizi e le deviazioni del tempo”. Il curato di Cannaiola promosse infaticabilmente la vita fraterna fra i preti e un’obbedienza incondizionata che non venne mai meno, neanche in quei momenti nei quali non seppero cogliere la profezia del suo operato. Questa può essere la sintesi del messaggio che lascia a noi sacerdoti: “Il popolo cristiano ci considera ministri di riconciliazione con Dio, e perciò dobbiamo essere a lui cari e godere della sua amicizia. Il nostro virtuoso esempio deve confermare la gente in una buona e santa vita. I peccatori aspettano che noi li liberiamo dalla morte del peccato: lo dobbiamo fare con la preghiera, con l’esempio, con la voce e con l’opera. Bisogna ricordare al popolo che l’eucarestia è un cibo. Gesù non ha detto: Adorate. Ha detto: Prendete e mangiatene”. Programma Sabato 17 aprile: ore 15, festa con i ragazzi della catechesi. Domenica 18: ore 17 celebrazione per tutti coloro che celebrano il 25° e 50° di matrimonio. Lunedì 19: ore 21, veglia di preghiera per le vocazioni. Martedì 20: ore 10, festa con i diversamente abili. Mercoledì 21: ore 15, festa con gli anziani. Ore 21 inizio del triduo. Giovedì 22: ore 21, triduo. Venerdì 23: ore 21, triduo. Sabato 24, festa liturgia del beato Bonilli: ore 18.30, solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo. L’olio per la lampada votiva al Beato verrà offerto dal Comune di Spoleto. Domenica 25: Festa della Famiglia.

AUTORE: Don Sem Fioretti