Il Perugia si riprende la serie B

Dopo nove anni i grifoni tornano nella seconda serie battendo nell’ultima giornata il Frosinone davanti ad un pubblico entusiasta

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Festeggiamenti per la promozione in serie B del Perugia, foto di Michele Castellani
Festeggiamenti per la promozione in serie B del Perugia, foto di Michele Castellani

 

“Siamo sempre qui, insieme a te…” recita il coro simbolo per i tifosi del Perugia in questa stagione, e mai come oggi queste parole raccontano una verità inconfutabile.

Il Perugia che torna in serie B dopo 9 lunghi anni è il Perugia dei tifosi, di quei tifosi che ci hanno sempre creduto nonostante 2 fallimenti e la caduta nel baratro dei dilettanti da una “quasi” serie A senza retrocessioni sul campo. Ed è giusto allora che la festa iniziata alle 16.53 di domenica 4 maggio si trasferisca dallo stadio Curi stracolmo su verso il centro storico in un ideale abbraccio e riconquista della città e dei suoi simboli.

Sul campo si è consumato l’epilogo perfetto di una stagione tesa e difficile, lo scontro decisivo programmato dal destino all’ultimo bivio dopo che per tutta la stagione Perugia e Frosinone si erano alternate alla guida della classifica. Una settimana di interminabile apnea che non poteva che sfociare in una partita contratta e vissuta più sull’aspetto nervoso che su quello tecnico.

Il Frosinone attacca perché deve vincere a tutti i costi ma lo fa in maniera sterile con il suo gioco fisico basato sui lanci lunghi e sulle mischie sotto porta, il Perugia contiene ordinatamente con una prova esaltante dei tre centrali difensivi e si distende in contropiede quando può.

Da una di queste ripartenze si sviluppa l’azione che mette Moscati in condizione di colpire da fuori con una rasoiata potente che lascia di stucco il portiere Zappino e fa esplodere i 22000 cuori biancorossi. Da lì in poi si riprende con il copione precedente ma il Frosinone non riesce a concretizzare e le occasioni i migliori sono ancora per il Perugia che potrebbe arrotondare e anticipare di qualche minuto la festa.

Al fischio finale l’invasione è un atto liberatorio aspettato a lungo e dovuto per celebrare squadra e società che facendo tesoro degli errori e delle problematiche del passato ha costruito una stagione perfetta iniziata con la conferenza stampa del presidente Santopadre del 3 giugno 2013 all’indomani della sconfitta amara col Pisa proseguita con il reintegro di Camplone sulla panchina e portata avanti con umiltà e abnegazione, senza sbavature e con l’obiettivo finale sempre in mente.

Cosa succederà da oggi non è importante in questo momento, ora c’è da celebrare una vittoria sportiva e un ritrovato entusiasmo, una iniezione di fiducia che può essere uno stimolo anche per un rilancio sociale di Perugia. I tifosi dal canto loro già sognano altri traguardi ed oggi ancora di più è lecito farlo perché, riprendendo un famoso ritornello, “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”.

Andrea Franceschini

 

 

 

AUTORE: Andrea Franceschini