Il primato dell’educazione

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La nuova Legge regionale sugli oratori riporta il giusto equilibrio in un significativo ambito di relazione tra Chiesa e società civile nella nostra Umbria. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge che riconosce il ruolo istituzionale della Chiesa nell’educazione dei giovani e, più in generale, nella considerazione delle problematiche sociali. Le otto Chiese sorelle dell’Umbria, dopo il convegno di Assisi sulla questione giovanile, si sono dotate di strumenti rinnovati ed efficaci per assicurare ai più giovani accoglienza, accompagnamento, formazione, ed educazione alla libertà. Il nome di oratorio evoca una gloriosa tradizione pedagogica che si è espressa in san Giovanni Bosco, in san Giuseppe Murialdo e, ancor prima -e fortemente in Umbria- in san Filippo Neri. È doveroso ricordare anche una più umile presenza accanto ai giovani, in ogni parrocchia: la meraviglia dell’Azione cattolica, scuola di vita per varie generazioni. Quanto i nostri oratori siano stati luogo di educazione alla libertà lo prova il gran numero di adulti che, su varie posizioni politiche, oggi sono protagonisti della vita pubblica e volentieri ricordano i loro anni giovanili all’ombra del campanile, come momento significativo per la loro formazione. Gli oratori che le Chiese dell’Umbria intendono offrire alla società civile sono un progetto innovativo che, della tradizione, salva l’essenziale: cioè il diritto-dovere della comunità cristiana di offrire il servizio dell’educazione. L’oratorio che si intende promuovere è una rete di persone, di attività, di luoghi fisici adeguati, dove la comunità cristiana fa la propria proposta educativa ai più giovani, attraverso l’uso di molti linguaggi, la valorizzazione del rapporto inter-generazionale, la trasmissione di saperi; ma anche l’ascolto e la promozione delle risorse giovanili, perché possano esprimersi nella pace e solidarietà. L’oratorio è una proposta culturale, uno strumento di partecipazione dei giovani, una via per responsabilizzare gli adulti, un tempo di elaborazione del futuro, un luogo di incontro e di dialogo sui i temi della fede e della vita. Pare poco utile lo sgomento di molti di fronte alla devianza giovanile. Ci sembra, invece, più costruttivo che il mondo adulto si chieda quale modello di educazione dà ai giovani, quali valori trasmette. Le cose, la ricchezza, la legittimazione dell’arbitrio come sistema di vita – stutus symbol del nostro Occidente autoreferenziale – non sostituiscono il ruolo dell’educatore. Libertà è decidere cosa scegliere, non fare quello che si vuole. La centralità della persona e il ruolo dell’educazione sono patrimonio irrinunciabile della Chiesa. Il legislatore umbro ha fatto una scelta di libertà e di pluralismo. In un piccolo mondo italiano che brandisce continuamente la multiculturalità, la regione dei santi Benedetto e Francesco ha fatto una legge di livello; ha recuperato un patrimonio di potenzialità altissime, ha chiesto ai cristiani dell’Umbria di fare la parte loro nell’edificazione di una società sana, giusta e bella, che corrisponde alla nostra identità più profonda. Gli Oratori che andremo a promuovere saranno luoghi di crescita in umanità, attraverso la maturazione delle persone nell’incontro vicendevole, nella scoperta di sé e dell’altro. Saranno concreta educazione ai valori cristiani della famiglia, nella formazione all’identità personale dell’uomo e della donna, perché anche in Umbria non manchi alle generazioni nuove, tra le altre, anche la proposta cristiana, che è ideale di vita destinato a formare uomini liberi e forti. Come strenna ci è arrivata una bella bicicletta di colore fiammante: mentre è tempo di sognare dove potrà condurci per i monti e le valli della storia, è pur doveroso cominciare a pedalare.

AUTORE: ' Riccardo Fontana