Il Vescovo e l’ecumenismo

Perugia. Prima visita di mons. Bassetti al Centro ecumenico.

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Lunedì 21 marzo, già festa di san Benedetto e inizio della primavera, l’arcivescovo Bassetti ha visitato per la prima volta il Centro ecumenico S. Martino di via del Verzaro. È stata una festa anche per i rappresentanti degli evangelici della Chiesa valdese di Perugia e per i cattolici che frequentano i “lunedì del Centro” che da molti anni si svolgono con continuità come una “scuola di formazione ecumenica permanente”. L’interesse maggiore della serata è stata la relazione di mons. Bassetti, che ha fatto un panorama della situazione del movimento ecumenico nel mondo dal punto di vista della S. Sede. L’Arcivescovo, infatti, in qualità di membro del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha partecipato all’assemblea plenaria di detto Consiglio, nel corso del quale da parte del presidente, card. Kurt Koch, è stata fatta un’ampia relazione. Non poteva esserci una fonte di informazione più autorevole. Sarebbe impossibile darne anche solo pochi cenni. In estrema sintesi, Bassetti ha rimarcato la differenza tra lo stato affettivo del mondo del dialogo ecumenico e lo stato effettivo. Dal punto di vista affettivo vi sono stati molti progressi e si è sviluppata una profonda stima e amicizia tra i rappresentanti e i membri delle varie Chiese e comunità cristiane; mentre dal punto di vista dei risultati concreti, nel campo dell’avvicinamento dottrinale e di vita pratica, ci si è bloccati e si è fatto persino qualche passo indietro rispetto agli anni immediatamente successivi al Concilio Vaticano II. Altro fenomeno emergente – ha detto Bassetti – è quello del Pentecostalismo, una forma di cristianesimo che si differenzia da tutte quelle precedentemente sviluppate e che non ha parametri oggettivi, ma è affidato al puro sentimento di coloro che fanno esperienza dello Spirito. Una galassia di gruppi che hanno il carattere di sètte autoreferenziali, che trovano molto successo soprattutto in quartieri poveri e in raggruppamenti umani senza profonde radici religiose e culturali. Si conta questo fenomeno, abbastanza recente, in 600 milioni di aderenti sparsi in tutto il mondo, con punte maggiori in Brasile e Paesi dell’America Latina. L’Arcivescovo si è domandato perché anche molti appartenenti ufficialmente al cattolicesimo passino a questo movimento, lasciando supporre che c’è qualcosa che nelle nostre comunità cristiane dovrebbe essere cambiato. L’incontro è stato vivacizzato anche da domande, e ha lasciato una serie di spunti e interrogativi che andranno sviluppati nel corso dei “lunedì del Centro ecumenico” che continuano per tutto l’anno.