Il Vescovo propone una colletta per la Chiesa sorella di Zomba

Celebrazione della festa di San Lorenzo con sacerdoti, diaconi e stranieri

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Venerdì 10 agosto ricorre la solennità di San Lorenzo diacono e martire, Santo al quale è dedicata la chiesa cattedrale di Perugia, e come vuole la tradizione si farà festa con i sacerdoti esteri presenti in città nel periodo estivo per studio o per vacanza. Questo giorno della Chiesa locale con i “fratelli del presbiterio universale” è molto sentito dai fedeli, che portano il loro cuore e rivolgono il loro sguardo alla cattedrale per chiedere l’intercessione di San Lorenzo nel ricevere dal Signore aiuto e protezione. Alla solenne concelebrazione eucaristica che si terrà alle ore 11.30, presieduta dall’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti, prenderanno parte i sacerdoti esteri insieme ai canonici del Capitolo della cattedrale e ai parroci della città. Durante la celebrazione la corale Laurenziana “R. Casimiri” eseguirà importanti partiture scritte appositamente per questa ricorrenza da grandi maestri locali come Berardi e Casimiri. “Sacrosanto è il diritto dei poveri” è il titolo del messaggio, che l’arcivescovo mons. Chiaretti rivolgerà ai fedeli e nel quale ricorda quando “Paolo VI, per battere in partenza sofismi di ogni genere, disse chiaramente che il nostro ‘superfluo’ comincia dove ha inizio il ‘necessario’ dei poveri… Ci conforta anche il grido di Giovanni Paolo II che, in occasione del G8 a Genova – sottolinea il Presule -, ha ricordato al mondo intero che ‘il diritto dei poveri è sacrosanto!'”. L’arcivescovo promuoverà nel giorno di San Lorenzo “una colletta diocesana a favore di una Chiesa, lontana da Perugia ma vicina al nostro cuore – scrive nel messaggio -, quella di Zomba nel Malawi gemellata con Perugia… Penso di portare con me questi aiuti nella visita che farò in Malawi, in compagnia dei rappresentanti della Provincia e del Comune di Perugia, che hanno accettato di buon grado di avviare un gemellaggio anche con questa bellissima ma poverissima regione dell’Africa…”.”…Come ogni anno – ricorda mons. Chiaretti -, la festa di San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma incaricato di provvedere il necessario ai poveri della comunità, ci chiede di parlare di essi e di fare il punto sulla situazione del servizio ai poveri. Lo strumento promozionale di tale servizio, e cioè la Caritas diocesana, sta attualmente impegnandosi per la formazione e le motivazioni cristiane dell’attività caritativa, che è servizio addirittura liturgico di tutta la comunità, e non una sorta di pronto intervento con delega ad alcuni pochi perché provvedano ai problemi dell’assistenza. C’è quindi da ricentrare l’attenzione del popolo di Dio – continua l’Arcivescovo – dal semplice fare assistenza alla formazione di una coscienza più diffusa e meglio motivata, in maniera che la carità sia una testimonianza di fede ed una vera evangelizzazione che passa per le vie dell’amore… Se recupereremo appieno questa prospettiva, la Caritas potrà essere buon lievito di umanizzazione anche tra gli organismi assistenziali civili, perché siano sempre più attenti alla persona prima che ai veri o pretesi bisogni”. Mons. Chiaretti conclude soffermandosi sui “problemi degli immigrati irregolari, che esistono ma ufficialmente è come se non esistono – sostiene con viva preoccupazione -, perché nessuno si fa carico di loro pur considerandoli necessari. Seguiamo con interesse il dibattito che va sviluppandosi tra le forze sociali e politiche, sperando che tali immigrati siano presto tirati fuori dall’ambiguo mondo della irregolarità, accolti apertamente e non come recipienti a perdere, senza quelle ipocrisie che umiliano non solo loro, ma anche i cittadini e chi si avvale della loro opera. Spetterà al potere politico filtrare con serietà gli arrivi, bloccare con decisione i malintenzionati e i loro sfruttatori, porre condizioni agli immigrati ma dare anche garanzie di buona accoglienza. Mentre si chiede protezione per coloro che, giunti tra noi per lavoro, finiranno per essere i perugini di domani, chiediamo anche protezione per i perugini di oggi che fanno fatica a soddisfare tutti i loro impegni”.

AUTORE: Riccardo Liguori