Il volto giovane della agricoltura umbra

Sono in aumento le aziende condotte da agricoltori “under 30”. Attività lodevole non solo per la produzione di alimenti genuini

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L’agricoltura nel nostro Paese sta bene, e conferma un trend positivo già da qualche anno. Secondo gli ultimi dati Istat sull’occupazione, nel secondo trimestre 2012 sono aumentati sia i lavoratori dipendenti (+10,1%) che quelli indipendenti (+2,1% le nuove imprese). Il primato è al Nord (13,7%), al Sud si registra un lieve calo (-3,2%) mentre al Centro la percentuale cresce del 3,5 %.

In Umbria, un lavoratore assunto su quattro ha meno di 40 anni. Secondo la Coldiretti regionale, nei primi sei mesi 2012 le nuove attività iscritte negli elenchi della Camera di commercio sono state circa 4.000. Per la prima volta in dieci anni sono in crescita le aziende condotte da giovani agricoltori under 30: di 1,2 punti percentuali. L’incidenza sul totale è passata dal 6,5% al 7,8%.

“I giovani – sostiene il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti – stanno riscoprendo i valori e l’importanza della vita e del lavoro in campagna, ma vanno sempre più incoraggiati, anche con politiche mirate, ad intraprendere una professione la cui finalità non è solo produrre beni che soddisfino le esigenze dei consumatori, ma anche preservare la qualità dello spazio rurale, del paesaggio e quindi dell’ambiente”.

Ma qual è il profilo del giovane agricoltore? “Nella maggior parte dei casi – afferma Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria – si tratta di giovani altamente professionalizzati che fa un buon uso della tecnologia, e punta sulle agroenergie. Ad esempio, le figure dell’ecoauditor (che verifica la tipologia dei rifiuti prodotti dalle imprese) o dell’energy manager (che analizza e riduce i consumi energetici all’interno delle aziende) sono gettonotissime”.

Ma c’è anche chi è partito da zero come Raffaele Ferracci e sua sorella Stefania, 32 e 21 anni di Lisciano Niccone, in provincia di Perugia. “È stato nostro padre ad avere l’idea e, una volta andato in pensione, ha acquistato un terreno per coltivare ortaggi e verdure”. A scopo familiare, almeno all’inizio. Era il 2009, Raffaele era disoccupato, Stefania ancora giovane. “Ora – dice Stefania – coltiviamo tre ettari a frutta e ortaggi e li vendiamo nei mercati di Campagna Amica, e io ho deciso di studiare Agraria per dedicarmi all’azienda. Le difficoltà sono tante, ma la passione è ancora di più. Cerchiamo di produrre prodotti sani, veri, locali e il più possibile naturali. In cantiere, inoltre, ci sono anche dei progetti con le scuole”.

“In agricoltura – conclude Rossi – comunque, il lavoro c’è sia per chi voglia seriamente intraprendere inaziative innovative sia per chi chiede la possibilità di occupazione: grazie alle ‘assunzioni plurime’, già previste ad esempio in Francia e Germania, è possibile impiegare un lavoratore in più aziende aggregate. In pratica – spiega – invece di segnalare al Centro per l’impiego ogni singola assunzione, basterà farne una sola per più lavoratori, semplificando e razionalizzando gli adempimenti per le aziende agricole che impiegano numerosi operai stagionali in operazioni colturali concentrate in periodi brevi”.

AUTORE: Emiliano Sinopoli