Imprescindibilmente

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DON ANGELO fanucciIl finalino dell’ultima abat jour contiene un’affermazione sacrosanta e una bufala da tre quintali. Contraddizione, okay. Succede a volte, tra gli umani, soprattutto quando hanno a disposizione una tastiera docile, che ubbidisce subito a tutti gli ordini: scrive, cancella, riscrive, corregge, sposta. Succede.

L’affermazione sacrosanta è questa: “Quello che la Relatio ad Synodum del card. Kasper dice della famiglia è terrificante, per noi borghesucci”.

La bufala da tre quintali è questa: quanto detto sopra è “esaltante solo per i pochi cristianucci che esistono qua e là”.

Càpite nos, lasciate che mi spieghi, una cosa per volta.

Sul fatto che ciò che la Relatio ad Synodum del card. Kasper dice della famiglia sia “terrificante per noi borghesucci”, non ci piove. L’intero documento poggia su un’affermazione fondamentale: la famiglia cristiana è imprescindibilmente evangelizzatrice. Papa Francesco annuisce, e a onta della sua splendida passione per le parole semplici e le frasi concise, quella parola chilometrica l’accetta e la rilancia più e più volte. E la cultura della famiglia che ha attecchito tra “noi borghesucci” ne rimane basita. Se il prete che hanno scelto per sposarsi propone quel sostantivo e quell’aggettivo come sostanza del loro matrimonio ai baldi giovani che gli chiedono di celebrarlo, innanzitutto li obbliga a una spesa in più, anzi due: acquistare un dizionario per sapere cosa vuol dire “imprescindibilmente”, e (se vogliono camminare sul sicuro) telefonare alla Congregazione per la dottrina della fede per sapere cosa vuol dire “evangelizzatrice”. In secondo luogo li mette in ambasce, perché i due piccioncini, pur essendo bravissimi (lei è ancora vergine, addirittura!), hanno pensato il loro matrimonio come a una “simpatica” parentesi tra la serenata di ieri sera e il gran ballo di stasera.

“Imprescindibilmente evangelizzatrice”!? Ma loro, proprio perché sono bravi e buoni (lei è ancora vergine, addirittura!), hanno vissuto in un familismo rigoroso e sospeccioso, induritosi nei secoli, il cui assunto principale è che la famiglia serve innanzitutto a difendersi dal mondo, mentre il duo Kasper-Bergoglio (Germania-Argentina: pare la semifinale di un Campionato del mondo di calcio), canta che la famiglia serve per aprirsi al mondo. A-prir-si, e non per invitarlo a un party domenica pomeriggio, ma per e-van-ge-liz-zar-lo. Capito? E-van-ge-liz-zar-lo.

Bisognerà cominciare a dirlo, ai piccioncini, che possono tubare per un certo periodo, sì, ma solo come preparazione a un impegno che imprescindibilmente li attende. Shoccante prima, esaltante poi. Bisognerà cominciare a dirglielo, aggiungendo, se possibile: “Come facciamo noi, vedete”.

“Vedete”: e speriamo di avere effettivamente qualcosa da far vedere.

AUTORE: Angelo M. Fanucci