Impressioni sulla cinquantanovesima edizione della rassegna

Sagra musicale Umbra, ispirazioni ed emozioni

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Ho avuto la fortuna di partecipare al concerto di apertura della Sagra musicale umbra. Siamo alla 59’edizione, una lunga e gloriosa storia che si ripete ogni anno con grande soddisfazione da parte di coloro che sanno apprezzare l’arte e l’ispirazione religiosa che vi è racchiusa. Si è iniziato con un perfetto pezzo sinfonico, quasi un aperitivo. Un pezzo leggero di Mozart, Divertimento per archi e poi ci si è inoltrati per un sentiero di musiche strettamente religiose ed espressive di intensa, a volte drammatica preghiera: la Salve Regina di Haydn, l’Ave verum di Mozart, il Magnificat di Schubert, la Missa in tempore belli di Haydn. Gli autori di tali musiche sono riusciti a trasmettere un vivo senso di mistica identificazione con le invocazioni dei testi e a coinvolgere gli uditori pur nelle forme sovrabbondanti e ripetitive proprie dello stile del tempo come si è notato nella Salve Regina e in alcuni brani della Missa di Haydn. Sempre suggestivo e come nuovo l’Ave verum di Mozart eseguito con un certo distacco e con perfezione formale. Curiosa la conclusione della Missa con la terza invocazione dell’Agnus dei, “dona nobis pacem” molto intensa che ad un certo punto fa emergere i suoni della battaglia con trombe e tamburi sullo sfondo, che hanno riportato gli uditori ad una triste contemporaneità in cui non solo echi di guerra, ma notizie di vittime e di stragi giungono ogni giorno fino a noi. I concerti di questo tipo, come quelli che sono nel ricco e interessante programma che si svolge nei vari centri dell’Umbria in questi giorni, sono momenti di profonda cultura e innalzano il livello della qualità del pensiero e della vita di una società. Siamo certo lontani da quel tipo di “sagre” che oggi vanno per la maggiore, che hanno un prevalente legame con un cibo o un prodotto della natura, ed è anche difficile spiegare e rendere popolare questa che è una sagra diversa. evitando il rischio che rimanga una manifestazione riservata a pochi ed è per questo che il decentramento dei concerti in centri anche minori come Torgiano, Montefalco, Città della Pieve, oltre che, naturalmente, Assisi, Terni, Foligno, risponda all’esigenza di coinvolgere il maggior numero di persone a questo tipo di espressione artistica. Non diciamo nulla degli esecutori, direttore, solisti, coro e orchestra, che si sono dimostrati, a nostro modesto avviso, di altissimo livello professionale. D’altra parte, nella sua lunga storia la Sagra musicale umbra non à mai venuta meno alla ricerca della massima qualità esecutiva. Alcuni dei nomi più famosi della musica mondiale in questi quasi sessanta anni sono passati di qui.

AUTORE: Elio Bromuri