In cammino, con il Paese

La prolusione del card. Bagnasco al Consiglio permanente Cei

Tempo di lettura: 192 secondi

Nel pomeriggio di lunedì 21 gennaio si sono aperti i lavori, a Roma, del Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana, che si sono protratti fino al giorno 24. Proponiamo una sintesi della prolusione del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che è possibile leggere per esteso sul sito www.agensir.it o in pillole nella home-page dello stesso sito, nella sezione ‘Quotidiano’. Vicini al Papa. ‘Una incondizionata e cordiale condivisione’ nei confronti del Santo Padre e il rinnovo di una ‘comunione affettiva ed effettiva’ a pochi giorni ‘da un grave episodio di intolleranza’ che lo ha indotto ‘a soprassedere rispetto alla visita da tempo programmata alla Sapienza’: si è aperta con questi pensieri la prolusione del card. Bagnasco. ‘La straordinaria folla di fedeli e di cittadini che domenica sono convenuti su invito del Cardinale vicario in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus – ha aggiunto – è la testimonianza fedele dei sentimenti forti che albergano nel popolo italiano. Il che ci induce, nonostante tutto, a guardare avanti e ad avere fiducia’. Amore per l’Italia. Le preoccupazioni pastorali e spirituali, nella prolusione, si uniscono a quelle per il futuro del Paese. Bagnasco cita la ‘paura del futuro’ e il ‘senso di fatalistico declino’ messo in luce dal Rapporto Censis 2007, e afferma che ‘a noi vescovi interessa, se possibile, guardare più in profondità, alla crisi interiore che è in parte causa e radice della stessa crisi pubblica’. A questo riguardo, ‘l’offerta della Chiesa al nostro Paese’ è una forma di amore e servizio per l’Italia, in quanto ‘la Chiesa non vuole e non cerca il potere… La Chiesa vuole aiutare il Paese a riprendere il cammino, a recuperare fiducia nelle proprie possibilità, a riguadagnare un orizzonte comune’. No alle legge sulle unioni di fatto. Entrato poi nel vivo delle questioni sul tappeto, il presidente Cei ha fatto cenno alle ‘unioni civili’, rilevando che ‘la Chiesa, ad esempio, dice sì alla famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Per questo si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all’introduzione di registri che surrogano lo stato civile. Non la muove il moralismo – ha precisato – o peggio il desiderio di infliggere pesi inutili o di frapporre ostacoli gratuiti. Al contrario, abbiamo a cuore davvero il futuro e il benessere di tutti’. Secondo Bagnasco, ‘la struttura della famiglia non è paragonabile a un’invenzione stagionale’ per ‘l’indubitabile complementarietà tra i due sessi’ e per ‘il bisogno che i figli hanno, e per lunghi anni, di entrambe le figure genitoriali’. Analoghi distinguo e precisazioni in tema di ‘genere’ e sulla ‘moratoria contro l’aborto’, per il quale ha ricordato che il Concilio Vaticano II lo definisce ‘abominevole di per sé’. Quanto alla ipotesi di revisione della legge 194, ha invocato l’adozione di provvedimenti per una reale ‘tutela della maternità’ senza ‘escludere l’aggiornamento di qualche punto della legge’. Infortuni, immondizie, mafie. I morti alla ThyssenKrupp di Torino, le immondizie in Campania, la lotta alle mafie e al ‘pizzo’: sono stati ricordati come temi gravi dal Presidente dei vescovi, accanto all’aggravamento delle condizioni economiche per molte famiglie. Per queste ha invocato ulteriori provvedimenti di sostegno che consentano loro ‘i compiti di allevamento e cura dei figli’. Cultura cristiana da sviluppare. La parte finale della prolusione è stata dedicata agli aspetti dottrinali dell’insegnamento più recente di Benedetto XVI, specie in tema di evangelizzazione e promozione umana. In particolare, il card. Bagnasco ha citato il messaggio per la 45a Settimana sociale di Pistoia e lo ha collegato al ‘Progetto culturale cristianamente ispirato’, operante da alcuni anni tra i servizi Cei, rilevandone il ruolo di stimolo per la ‘dimensione intellettuale’ e di ‘esercizio delle attitudini proprie di chi fa vocazionalmente cultura’. Ne ha quindi auspicato ‘un ulteriore sviluppo’ perché possa promuovere in forma ancor più allargata ‘momenti pubblici di elaborazione e di proposta ad alto livello’.