In cattedrale con il Cardinale conclusa la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

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La costituzione del Consiglio delle Chiese cristiane di Perugia. Da sin. Furnari, Genre, Bassetti, Pesce, Radu, Dragutan
La costituzione del Consiglio delle Chiese cristiane di Perugia. Da sin. Furnari, Genre, Bassetti, Pesce, Radu, Dragutan

Domenica 25 gennaio si è conclusa in cattedrale di San Lorenzo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. In realtà non di una settimana si è trattato, ma di otto giorni, un ottavario, come voluto dal suo ideatore, il religioso anglicano – poi divenuto cattolico – Paul Wattson, fondatore dei frati e delle suore dell’Atonement (vi è una comunità femminile ad Assisi). Egli aveva posto questi otto giorni tra la festa della Cattedra di san Pietro, il 18 gennaio (secondo il vecchio calendario), e la festa della Conversione di san Paolo il 25.

Già queste due date indicano il senso della preghiera per l’unione dei cristiani: riconfermarsi nella comune fede apostolica dei santi Pietro e Paolo. D’altra parte, il movimento ecumenico non è altro se non un processo di conversione sulla base della fede apostolica e un ritorno alle origini, quando i discepoli erano un cuor solo e un’anima sola (At 2,42-47).

E di conversione ha parlato nell’omelia il card. Bassetti commentando le letture della domenica, in cui ha risuonato la parola: “Il tempo è breve, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,15). “Le varie Chiese e comunità cristiane, la ortodossa, la cattolica e la protestante – ha detto Bassetti – trovano in queste parole l’invito a non essere soddisfatte di se stesse, e a scoprire uno stato di vita contrario alla volontà di Cristo, che ha dato ai suoi discepoli la legge dell’amore e ha chiesto al Padre che i suoi discepoli fossero una cosa sola, ‘affinché il mondo creda’ (Gv 17,21). La conversione, quindi, significa guardare a Cristo e avvicinarci tutti a Lui con cuore umile e sincero, per essere anche tra noi più vicini e concordi. A questo ci invita anche Papa Francesco”.

L’Arcivescovo ha elencato quanto a Perugia si fa in ambito ecumenico, citando le attività del Centro ecumenico e le iniziative che hanno coinvolto ortodossi, valdesi e avventisti, oltre ai cattolici, specialmente i membri della parrocchia di Madonna Alta. Ha poi ricordato che Annarita Caponera, del Centro ecumenico, è stata eletta presidente del Consiglio delle Chiese cristiane della diocesi perugina, un fatto unico in Italia.

Alla celebrazione in cattedrale era presente il parroco ortodosso romeno Ionut Radu, che, invitato dall’Arcivescovo, ha preso la parola per ringraziare la diocesi di aver concesso la chiesa di San Fiorenzo alla comunità ortodossa romena. Ha sviluppato una riflessione sul brano della samaritana al pozzo di Giacobbe (Gv 4,1-42), immaginando che tutti i cristiani divisi tra loro, presi dalla sete, si ritrovino insieme ad attingere l’acqua dello Spirito santo, che unisce le membra sparse dei fedeli in un unico Corpo.