In Umbria c’è anche altro

l’editoriale

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Ero tra i presenti nella Sala dei Notari alla cerimonia della celebrazione del 40° anniversario della regione Umbria. Ho applaudito con entusiasmo, come tutti, Vinicio Baldelli, 95 anni, ex democristiano. I motivi che hanno strappato l’applauso di tutta la variegata assemblea erano la veneranda età, la sincerità delle parole (quando ha detto che fu il primo presidente non per meriti particolari, ma perchè già allora era il più anziano), la lucidità del discorso fatto a braccio, la libertà dei giudizi, una aggiornata competenza politica e una ferma dirittura morale. A me è sembrato che vi era un altro motivo ancora: la sua limpida testimonianza cattolica. In brevi passaggi ha detto che da ragazzo non avrebbe potuto fare il liceo classico a Gubbio se non ci fosse stato quello delle Suore missionarie, ha detto anche che i comandamenti sono ancora validi tutti dal primo al decimo, che i suoi maestri sono stati La Pira, Dossetti, Lazzati e Fanfani, che non si è mai pentito di essere cattolico e democristiano. Una splendida testimonanza, resa con spontanea semplicità. Ha anche rivendicato per il suo partito alcune scelte di valore per lo sviluppo della società, come la scelta di una scuola dell’obbligo uguale per tutti. A parte Baldelli, si deve dire che in tutta la seduta non c’è stato alcun riferimento alla vita della Chiesa che in 40 anni meritasse di essere menzionato. Un breve accenno a san Francesco solo per il dovere canonico di citare Capitini e la sua fatidica marcia del 1961. Penso che sia una svista cui si può rimediare ricordando che in questa regione, in questi 40 anni con grande e impegnativo coinvolgimento delle Istituzioni locali, ci sono state le visite di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e qualche anno prima di Giovanni XXIII per un totale in pochi decenni di ben 13 visite. Se non si hanno preclusioni e pregiudizi si deve ammettere che questi avvenimenti, oltre al loro valore simbolico, hanno messo l’Umbria in un circuito mediatico mondiale.Tra queste visite ve n’è una che non è solo di un Papa, ma dei capi delle religioni mondiali nella Giornata di preghiera per la pace di Assisi (27 ottobre 1986), che ha segnato la storia del dialogo interreligioso e della pace tra le nazioni. Altra visita di grande impatto emotivo e di significato sociale è stata quella alle Acciaierie di Terni in mezzo agli operai. In questi eventi di natura religiosa le Istituzioni sono state all’altezza dei compiti loro propri ed hanno meritato plauso e una positiva ricaduta di immagine che costituisce una risorsa non indifferente per una regione che trae molto utile dal turismo religioso. La chiesa umbra in questi 40 anni non è stata assente. Ha svolto numerose iniziative a livello regionale. La regionalità è stata presente nelle diocesi umbre attraverso la Conferenza episcopale che ha gradito l’invito per la celebrazione del 40° ed è sempre disposta a collaborare con lealtà e senso di responsabilità in vista del bene della collettività, mentre soffre con i vertici istituzinali per questo momento di crisi che il Paese, e di conseguenza il territorio regionale, attraversa.

AUTORE: di Elio Bromuri