Incontrare e ascoltare

VISITA PASTORALE. Un centro storico multietnico

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La parrocchia della Cattedrale è stata l’ultima tra quelle del centro storico a ricevere il Vescovo in visita pastorale. Don Giancarlo Lepri racconta quello che è accaduto mentre mons. Ronchi visitava i suoi ‘vicini di casa’ (il vescovo risiede proprio davanti alla cattedrale). Mons. Ronchi ha incontrato gli anziani ed i bambini delle scuole. Tanti anziani sono stati meravigliati del fatto che un vescovo fosse andato a trovarli addirittura in casa! Grande accoglienza è stata fatta al Vescovo sia nelle scuole dell’istituto San Francesco di Sales, sia in quella dell’elementare di San Filippo (per la cronaca, l’incontro è slittato di qualche giorno sul programma della visita). Anche nella parrocchia del Duomo è stata notata l’impronta di fondo che il Vescovo ha voluto dare alla visita pastorale: incontrare, ascoltare, incoraggiare prima di tutto gli ultimi, cioè bambini ed anziani. Durante la visita pastorale il Vescovo ha potuto fare una ‘fotografia’ del centro storico: una zona ricca di storia diventata oggi una sorta di ‘contenitore’ multietnico. Sono infatti tante le persone, provenienti da paesi stranieri e spesso di religione non cattolica, che oggi popolano il centro storico. Domenica scorsa in cattedrale la messa celebrata dal Vescovo a conclusione della visita pastorale nelle parrocchie del centro storico. Mons. Ronchi ha ricordato anzitutto che ‘la sorgente e la vitalità di crescita e di maturità, sia del cristiano che della comunità, è l’Eucaristia, specialmente quella domenicale’. È di fondamentale importanza prepararsi alla messa non solo per l’omelia, ma anche per tutte le fasi della celebrazione, per i canti, le letture, i momenti di silenzio, il servizio dei chierichetti, senza lasciare nulla all’improvvisazione. Il Vescovo ha esortato a potenziare il gruppo liturgico, ‘strumento indispensabile per liturgie vive’. In un tempo in cui si sente sempre più l’urgenza di passare dalla ‘collaborazione’ alla ‘corresponsabilità ecclesiale’ di tutti i battezzati è necessario coltivare anche il seme di ‘una spiritualità di sempre più intensa comunione interparrocchiale’. Tradotto significa che i preti dovrebbero essere servitori della Parola, ministri dei sacramenti e guide spirituali della comunità; mentre i battezzati devono mettere al servizio di tutti i rispettivi doni che possiedono per il bene di tutta la comunità. La comunione interparrocchiale si realizza invece attraverso servizi pastorali unificati. Già si sta facendo molto in questo senso nel centro storico. Il Vescovo ha auspicato pure che si possa giungere ad una pastorale integrata tra le parrocchie riducendo anche il numero delle messe festive.

AUTORE: Francesco Mariucci