Inghilterra: dove gli stranieri siamo noi

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di Tonio Dell’Olio

Non c’è scampo all’integrazione. Non c’è alternativa. Posto che la società “multi-” (multirazziale, multireligiosa, multiculturale…) è un dato e lo sarà sempre di più, o si fa l’integrazione o si muore.

Anche i più scettici e gli oppositori più recalcitranti sono disposti ad ammetterlo quando lo viviamo sulla nostra pelle, quando gli stranieri siamo noi.

Il console italiano a Londra riferisce che in Inghilterra risiedono circa 700 mila nostri connazionali, ma solo 315 mila sono iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero). Significa che i non iscritti sono un po’ irregolari, e pertanto più a rischio all’attuarsi della Brexit.

Sono pronto ad accettare scommesse sul fatto che il sovranismo nostrano confligga col sovranismo d’oltremanica nel chiedere il rispetto degli italiani, molti dei quali peraltro sono perfettamente integrati. Si trovano cioè nella medesima situazione di tante persone immigrate in Italia da tanti anni e che, alla luce dei provvedimenti previsti dal Decreto sicurezza, non potranno usufruire di alcuna forma di integrazione.

Se riusciremo a spiegarlo ai britannici, forse lo impareremo anche noi.

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